da PCI Federazione Torino
Una vittima ogni 72 ore, 6 milioni di donne che ne sono fatte oggetto, di cui l’80% all’ interno della famiglia.Di ciò siamo chiamati a discutere verso la Giornata mondiale, contro la violenza sulle donne, dopo i fatti che hanno contraddistinto, drammaticamente, in queste ore, la vita del nostro Paese.
Friedrich Engels, nella sua opera, ” Origine della famiglia…1884 ” , ci ricorda che ” la parola familia, non esprime, originariamente, l’ideale del filisteo d’oggigiorno, fatto di sentimentalismo e di discordie domestiche…famulus significa schiavo domestico e ” familia ” è la totalità degli schiavi appartenenti ad un uomo “. Aggiunge Marx ” La moderna famiglia, segna il passaggio alla monogamia, in essa, per assicurare la fedeltà della donna, e perciò la paternità dei figli, la donna viene sottoposta, incondizionatamente, al potere dell’ uomo.”
Ed ancora Engels ( Op.cit.) ” Nella famiglia, l’uomo è il borghese e la donna rappresenta il proletario “.
Citazioni, dei classici del marxismo, effettuate non per gusto ” accademico “, ma per ricordare che ogni manifestazione di fenomeno sociale, anche nella sua forma criminale, ha origine storiche determinate, che proiettano i suoi tratti caratteristici nella società attuale. Perciò oggi, la violenza contro le donne, e particolarmente dentro la famiglia, per essere efficacemente combattuta, deve essere compresa, nelle sue origine storiche e nel rapporto di dominio instaurato, dentro la famiglia stessa, dall’ uomo contro la donna. Bene lo sanno, coloro che se ne occupano, attualmente, anche per motivi professionali, di tale rapporto di dominio, che si fonda su di una violenza quotidiana, incentrata sulla supremazia di sesso, che giustifica l’esercizio del controllo sociale, di ogni aspetto della vita famigliare, della donna e dei figli da essa procreati, fino a sfociare, nei casi estremi, nell’ uccisione dell’ una e degli altri.Siamo in presenza di un ” grumo ” mai sciolto, della patologia sociale, che porta a dover riconoscere, nella famiglia, da parte dell’ uomo nei confronti della donna, l’esistenza di quel rapporto di dominio e di sfruttamento, fino all’ uccisione, che nella società caratterizza il rapporto fra sfruttatori e sfruttati, fra borghesi e proletari.
È una realtà di estrema ” durezza “, quella di cui siamo chiamati a prendere atto, nel rapporto fra individui e classi sociali, nella società contemporanea.Ma è una realtà da cui dobbiamo partire, per combatterne le manifestazioni e gli effetti, nei rapporti fra individui, cosi come fra classi sociali, con una lotta senza quartiere e senza confini. Per la libertà ed una vera democrazia, fondata sul potere popolare ed una nuova civiltà umana, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo ed ogni forma di discriminazione etnica, sessuale e sociale
Per la liberazione del proletariato dallo sfruttamento della borghesia. Per la liberazione della donna da ogni forma di dominio e di violenza, dentro e fuori la famiglia. Per una società di liberi ed uguali, in cui l’amore reciproco sia fondato sulla liberazione, di ognuno, dai ruoli di sfruttati e sfruttatori.
Oggi, ed ogni giorno, contro la violenza sulle donne !!!










