Libia. No alla Guerra. Sia coinvolta la comunità internazionali. No ad azioni unilaterali

Le dichiarazioni del Governo Renzi sulla Libia sono irresponsabili e sbagliate. La grave crisi che il Paese nordafricano sta vivendo è infatti il frutto della disgregazione dello stato voluta e favorita proprio da quei Paesi Occidentali (inclusa l’Italia) che oggi si dicono preoccupati per l’avanzare delle forze islamiche più oscurantiste e reazionarie.
In Libia, come in Siria e in Iraq, per anni i paesi della Nato hanno finanziato, protetto e aiutato logisticamente quelle forze che oggi si richiamano all’Isis e ad Al Qaida con la convinzione di poterne trarre vantaggio nell’obiettivo dichiarato di disgregare gli stati nazionali. In gioco non sono mai stati, quindi, né la democrazia, tantomeno i diritti e la libertà di quei popoli. Gli interessi erano e sono ben altri, a partire dallo sfruttamento delle preziose risorse energetiche presenti nei sottosuoli di quelle regioni.
Per queste ragioni sentir dire in queste ore che l’Italia deve intervenire perché avrebbe in Libia “i propri vitali interessi” rappresenta il perpetuarsi di quegli errori. Invece di parlare di “interessi” l’Occidente, e soprattutto l’Italia, dovrebbe riconoscere proprie “responsabilità”. Non scordiamoci che il nostro Paese per decenni ha colonizzato quella regione, sfruttandone le risorse e massacrandone il popolo.
Ma torniamo ai nostri giorni. Sicuramente l’avanzare dello Stato Islamico in Libia pone la comunità internazionale di fronte a scelte difficili. Pensare che queste scelte possano essere guidate dagli stessi soggetti che hanno favorito questo scenario è folle e sbagliato. Servirebbe un istituto delle Nazioni Unite credibile e rispettato, cosa che da anni non è più a causa di guerre, embarghi e silenzi, in deciso contrasto con i principi fondanti dell’Onu.
Il Pcdi condanna ogni iniziativa unilaterale volta a riaffermare “interessi” e logiche coloniali su quel Paese e auspica, al contrario, il coinvolgimento di tutta la comunità internazionale a partire dai paesi del Brics e del continente africano. Bloccare l’avanzata dell’Isis in Libia è infatti possibile solo se ci sarà la volontà di bloccarla anche in Siria ed in Iraq e soprattutto se verrà chiesta coerenza a quei paesi che a parole dicono di voler combattere questo fenomeno, salvo finanziarlo sottobanco o aiutarlo logisticamente favorendone gli spostamenti.
1533761_794630603956884_8653348428349375857_nAltra cosa è il tema degli sbarchi degli immigrati sulle nostre coste. A questo proposito il Partito comunista d’Italia riafferma la necessità immediata di avere una nuova legge sull’immigrazione che attraverso politiche di inclusione e di legalità spezzi gli interessi mafiosi che si celano dietro questo fenomeno. Poniamo immediatamente fine alla carneficina in atto nel Mediterraneo attivando a livello europeo percorsi legali per la richiesta del permesso d’asilo. Il Pcdi sottolinea inoltre che se gli immigrati affollano le spiagge libiche in attesa di divenire carne da macello nelle mani di trafficanti e mafie senza scrupoli, le responsabilità e le cause vanno ricercate altrove: dalle condizioni di estrema povertà di alcune aree dell’africa sub sahariana sfruttate e depredate da una economia capitalista e imperialista, alle aggressioni verso gli stati siriani e iracheni, ai diritti negati verso i popoli curdi e palestinesi. Credere di poter fermare questi flussi senza dare risposta a queste cose rappresenta pura ipocrisia.

Dipartimento Esteri Pcdi

volantinonoguerra

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