Il linguaggio sporco dei media su Fidel

 

 

di Francesco Scolamiero 

flag_of_cuba-svgIn questi giorni sono monotematico. Alcuni vanverano che la fine di Fidel sia la fine del “suo sistema” sull’isola cubana, dicono che niente è eterno, né Fidel né il “suo sistema”.

Qualche osservazione sul linguaggio.

Il “suo sistema” ovviamente non è un sistema inventato da Fidel ma è il sistema socialista che il PCC e il popolo cubano hanno adattato alle esigenze della gente e alle condizioni storiche realmente esistenti. I media personalizzano qualcosa che invece è un processo collettivo, non lo fanno perché sono cattivi ma semplicemente perché sono abituati a ragionare così: nel mondo capitalista, secondo la classe dominante, quello che esiste è il frutto esclusivo di un’azione individuale, non capiscono che quello che esiste è determinato da una società divisa in classi contrapposte tra loro.

La realtà materiale è frutto del lavoro comune del proletariato, e non dei singoli borghesi che si appropriano abusivamente del lavoro degli altri. Quindi il “suo sistema” non è esatto semplicemente perché Fidel senza il popolo cubano avrebbe fatto il giocatore di baseball e non il rivoluzionario, è esatto riferirsi invece al socialismo cubano.

Ma ancora non è finita. Si dice il “suo sistema” perché non deve essere nemmeno nominata la parola socialismo, i media sanno bene che è l’unica alternativa possibile al capitalismo, quindi deve essere cancellata anche dal linguaggio. Se non si vuole che alcuni prendano una certa strada basta, secondo loro, cancellare il suo nome dalle mappe. Questa operazione, diversamente dall’altra, è fatta maliziosamente.

Si tenta di far passare il messaggio che il socialismo cubano non è altro che una bizzarria, un’impurità determinata da un uomo malvagio all’interno di un sistema naturale, perfetto ed eterno: il capitalismo.

Si dice che nulla è eterno, ma in realtà si vuole dire che queste anomalie del sistema prima o poi vengono riassorbite, le anomalie si estinguono e tutto torna all’eterna normalità capitalistica.

Si arriva all’assurdo di dire che nulla è eterno ma il capitalismo invece lo è.

È un assurdo che mostra quanto sono bugiardi. Questi luridi servi saranno spazzati via, insieme ai loro padroni, dalle nostre rivoluzioni. Perché se Fidel è morto le sue idee restano, il popolo cubano lotta all’insegna dell’internazionalismo e dell’eguaglianza, e fin quando ci saranno i comunisti ci sarà la lotta per abbattere questo marcio sistema capitalista che eterno non è.

Se Fidel ha un merito è quello di aver mostrato al mondo cosa può fare una piccola e povera isola contro un sistema tanto fragile quanto opprimente, ma quello che è stato fatto lo ha fatto il popolo cubano.

Hasta la victoria siempre!

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