Bari, 10 settembre 2016. Primo seminario di formazione per gli attivisti del NO*

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Report a cura di Andrea Catone

Organizzato dal COMITATO DI TERRA DI BARI PER IL NO al REFERENDUM sulle MODIFICHE alla COSTITUZIONE, in collaborazione con il Comitato “Docenti per il NO”, l’Unione degli Studenti (UdS) e Link (studenti universitari), si è tenuto – ospite la sede di Marx XXI e delle edizioni MarxVentuno – il primo seminario di formazione per attivisti del NO.

La partecipazione, in una giornata di pioggia torrenziale che ha allagato la cripta della basilica di San Nicola e sconsigliava di mettere il naso fuori di casa, è stata di gran lunga superiore al previsto: sala strapiena, una novantina di partecipanti, che, iscrivendosi al corso, hanno anche contribuito – ciascuno secondo la propria tasca e sensibilità politica – al finanziamento per le attività del Comitato (sono stati raccolti € 288,50). Tra i partecipanti, circa una metà – come era prevedibile – erano della città di Bari, un buon numero della provincia (Bitonto, Casamassima, Conversano, Corato, Gioia del Colle, Giovinazzo, Monopoli, Palo del Colle, Polignano, Terlizzi) e della BAT (Andria, Barletta, Bisceglie, Spinazzola, Trani) e qualcuno anche da Foggia, Matera, Taranto… Numerosi i docenti delle scuole e gli studenti (insieme erano oltre la metà dei partecipanti).

Tutti, dai diciottenni agli ottantenni, hanno seguito con grande attenzione i lavori.

La breve relazione introduttiva di Andrea Catone, direttore della rivista MarxVentuno, ha insistito sul carattere di democrazia economico-sociale della Costituzione (repubblica fondata sul lavoro) e sull’organicità di tutta la sua architettura (prima e seconda parte non separabili), sorretta implicitamente dal principio di un sistema elettorale proporzionale puro.

L’ampia lezione centrale di Marina Calamo Specchia, docente di diritto costituzionale comparato all’Università di Bari, è riuscita mirabilmente a dare una lettura puntualmente tecnica, fino alle virgole e ai trabocchetti celati nelle pieghe del farraginoso testo di revisione, e al contempo politico-sociale della “deforma” Boschi, illustrando le conseguenze che essa produrrebbe nell’ulteriore demolizione dello stato sociale e nel sovvertimento del carattere di democrazia sociale della Costituzione del ’48.

Angela Ruggiero, docente di diritto al liceo, ha demolito efficacemente punto per punto l’opuscolo di propaganda per il “sì” pubblicato e diffuso a cura dei parlamentari PD: ad un’analisi puntuale del testo di “deforma” le argomentazioni dei sostenitori del “sì” risultano fallaci e inconsistenti.

Sono intervenuti

Vincenzo De Robertis, coordinatore e referente a Bari del Comitato nazionale per il NO, sostiene che paradossalmente grazie a Renzi discutiamo finalmente di Costituzione; bisogna entrare nel merito e replicare iniziative come quella odierna. Pone la questione del contrasto tra prassi (decretazione d’urgenza, ecc.) e norma; inoltre, della contraddizione tra propagandata valorizzazione delle autonomie territoriali e riaccentramento operato dalla “deforma”.

Alberto Carone, avvocato già docente di Diritto negli istituti superiori, osservando che è in atto una pesante censura nei confronti delle argomentazioni dei sostenitori del NO, invita ad approfondire ulteriormente il lavoro di analisi, per contestare punto per punto le affermazioni avverse, utilizzando tra l’altro, il libro di Zagrebelsky e Pallante Loro diranno, noi diciamo.

Tonia Guerra, coordinatrice del comitato “Articolo 33 per la scuola della Repubblica” e del comitato Docenti per il NO, ha invitato i docenti ad avviare iniziative di dibattiti nelle scuole; la scuola può svolgere un ruolo importantissimo nella battaglia referendaria: i docenti devono mettere il proprio tempo libero nel cassetto della battaglia per il NO. Bisognerebbe inoltre promuovere incontri simili a questo organizzato con i “docenti per il NO” anche con altri settori sociali. Fondamentale in questo caso promuovere un comitato “operi per il NO”.

Vito Massari, ex docente, chiede di organizzare incontri di formazione con gli studenti del Politecnico, che sembra non sappiano nulla della “deforma”; e, inoltre, promuovere iniziative rivolte ai pensionati, che sono una fetta importante della società. Bisogna coinvolgere la CGIL, che si è espressa nazionalmente a grande maggioranza per il NO: chiedere incontri con le varie categorie. Soprattutto nella consapevolezza che – come ci induce a riflettere la sede ospitante di Marx XXI, con tutti i libri di teoria e storia del movimento operaio – la “deforma” colpirà soprattutto le classi meno abbienti, è un momento della lotta di classe che l’1% più ricco del mondo ha scatenato contro il 99%: da Goldman Sachs a J. P. Morgan vogliono abbattere questa Costituzione perché è democratica, fondata sulla sovranità del popolo.

Antonella Vulcano, segretaria provinciale della FLC, conferma la piena disponibilità della Federazione Lavoratori della Conoscenza alla battaglia referendaria.

Giuseppe Volpe, docente del Comitato del NO e Rappresentante Sindacale (RSU) propone di indire come R SU assemblee di scuola sulla “deforma”; inoltre, il seminario di oggi può divenire una vera e propria assemblea organizzativa.

Maria Teresa Capozza, docente, chiede di contattare Medicina democratica, Medici per l’ambiente, i comitati ambientalisti: chiarire come la “deforma” aggredisce indirettamente il diritto alla salute.

Il seminario si proponeva non solo di fornire argomenti forti e chiari a sostegno del NO, ma di valutare insieme le forme migliori di organizzazione e comunicazione, dato che, come è stato detto nella relazione introduttiva e in numerosi interventi, per il Sì sono schierati tutti i “poteri forti”, dai governi dei principali paesi dell’Occidente (Obama, Merkel), alla stampa della grande finanza mondiale (Wall Street Journal), da Marchionne alla Confindustria, allelobby vecchie e nuove del grande capitale, alle principali TV e organi di stampa italiani, con un quotidiano e senza precedenti martellamento mediatico del presidente del consiglio (che si comporta già da presidenzialistico premier – come impropriamente viene chiamato) e la contemporanea censura delle posizioni del NO.

Le forze del NO, soprattutto quelle che fondano l’opposizione alla “deforma” Renzi-Boschi sulla difesa e rilancio della costituzione antifascista di democrazia economico-sociale del 1948, nata dalla Resistenza, hanno pochissimi mezzi (il nostro comitato di Terra di Bari si basa esclusivamente su contributi volontari dei suoi aderenti): su questo terreno la sproporzione di forze è evidentissima, ma se i “piccoli”, i lillipuziani, si mobilitano, si organizzano, coordinano le loro forze, impegnandosi in un lavoro capillare di conquista consapevole alle ragioni del NO, contro la demagogia, le falsità e una vera e propria campagna terroristica (“se vince il NO è il disastro economico, si perderanno centinaia di migliaia di posti di lavoro, balzerà lo spread”, e così via su questo tono) del governo e dei poteri che lo sostengono, si può vincere. E sarà tanto più importante se saranno determinanti nella vittoria del NO i comitati fondati sulla difesa e attuazione della Costituzione antifascista del 1948, perché quel loro NO potrà pesare dal giorno dopo il referendum, a difesa dei lavoratori, della scuola pubblica, della sanità pubblica, dell’intervento pubblico in economia, della sovranità nazionale, contro la guerra e per il rispetto dell’art. 11.

La partecipazione massiccia a questo primo seminario di Bari è un buon viatico, un buon inizio per una battaglia durissima e senza esclusione di colpi, in cui nessuno potrà o dovrà sentirsi super partes o fuori della mischia.

Si moltiplicano le comunicazioni di iniziative e di costituzione nei centri della provincia di altri comitati.


 

 

 

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