Smagliante successo dei comunisti russi nelle ultime elezioni amministrative

Commento di Ivan Melnikov, Primo Vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

pcrIl 9 settembre in Russia c’è stata un’altra giornata di voto. In 80 regioni del paese, dove vivono quasi 65 milioni di elettori, circa cinquemila elezioni si sono svolte a diversi livelli. I risultati preliminari sono stati commentati da Ivan Melnikov, Primo Vicepresidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, Capo dell’Ufficio elettorale del Partito Comunista della Federazione Russa:


“Il PCRF è molto soddisfatto delle tendenze che abbiamo visto manifestarsi in questo giorno di votazione. Oggi i media diffondono numeri molto diversi, ma a volte in modo selettivo, e parlano molto superficialmente delle tendenze registrate. E uno dei risultati centrali di questa campagna è l’alto livello di concorrenza che noi abbiamo rappresentato per il partito del potere. Ciò non si registrava da molto tempo.

Non siamo solo il primo tra i partiti parlamentari ed extra-parlamentari a conservare saldamente la posizione di alternativa al centro del potere, ma entriamo anche in competizione diretta con Russia Unita in diverse regioni storiche, superandola e ottenendo percentuali competitive di voti.

Ciò è stato evidente soprattutto in elezioni molto importanti per le assemblee legislative dei soggetti costituenti della Federazione russa. Abbiamo ottenuto 3 vittorie in 16 votazioni con un risultato superiore al 30%! L’ultima volta che il Partito Comunista aveva vinto elezioni di un’Assemblea legislativa regionale è stato nel 2005.

Nella regione di Ulyanovsk, i nostri compagni hanno ottenuto il 36,3%, “Russia Unita” circa il 34%. La nostra percentuale è 2,5 volte superiore rispetto alle elezioni analoghe del 2013 e quasi 2 volte rispetto alle elezioni per la Duma di stato del 2016! Nella regione di Irkutsk, il Partito Comunista ha ottenuto il 34%, Russia Unita circa il 28%. Il risultato è superiore del 15% rispetto alle elezioni simili del 2013 e del 10% rispetto alle elezioni della Duma del 2016! Nella Repubblica di Khakassia, abbiamo il 31%, Russia unita il 25,5%. I nostri compagni hanno ottenuto il 17% in più rispetto alle stesse elezioni del 2013 e il 10% in più rispetto alla Duma nel 2016. Nelle restanti regioni abbiamo registrato 11 indiscutibili secondi posti.

In 7 regioni, i nostri risultati oscillano tra il 23% e il 27%:

Regione di Ivanovo – 26,9% (nel 2013 – 14,5%, nel 2016 – 18%),
Repubblica di Buriazia – 25,7% (nel 2013 – 19,3%, nel 2016 – 20,6%),
Territorio del Trans-Baikal – 24,6% (nel 2013 – 14,1%, nel 2016 – 15,9%),
Regione di Jaroslavl – 24% (nel 2013 11%, nel 2016 – 16%),
Distretto autonomo di Nenets – 23,8% (nel 2013 – 19,2%, nel 2016 – 23,9%),
Regione di Vladimir – 23,7% (nel 2013 – 13,5%, nel 2016 – 13%),
Regione di Smolensk – 23% (nel 2013 – 15%, nel 2016 – circa il 16%)

In tre regioni, abbiamo ottenuto dal 17 al 20%: nella Repubblica di Sakha – 19,4%, nella Repubblica di Bashkiria – 18,76%, nella regione di Rostov – 17,1%. Anche qui, ovunque, le cifre sono più alte rispetto al 2013 e al 2016. In Kalmykia abbiamo raccolto oltre il 13% e anche questa tendenza è positiva: nel 2013 avevamo ottenuto l’11,4%, nel 2016 l’11,7% e nelle elezioni presidenziali l’11,6%.

Un discorso a parte va fatto per la regione di Kemerovo: qui i nostri compagni hanno poco più del 10%, come il LDPR (il partito di Zhirinovskij, NdT). Ci dividono pochi centesimi di punto percentuale. Ciò che è più importante è il fatto che qui non avevamo mai avuto deputati ed ora la situazione è cambiata.

Un netto terzo posto lo abbiamo ottenuto solo nella regione di Arkhangelsk. Ma è un terzo posto di quasi il 19%, mentre né nel 2013 né nel 2016 il partito aveva ricevuto più del 13%.

Perciò, se osserviamo questa lotta di liste di partito, di simboli di partito, possiamo dire che siamo usciti dalla competizione elettorale amministrativa, con grandi difficoltà per il dominio totale del partito del potere. Si è tornati a una gamma competitiva di risultati, che consente di costruire una lotta parlamentare più forte, con maggiore fiducia nel sostegno dell’opinione pubblica.

Se traduciamo le percentuali in mandati e guardiamo all’intero quadro, allora constatiamo che siamo più forti del doppio. Precedentemente, in 16 assemblee legislative, in cui si sono svolte le elezioni, avevamo avuto 76 mandati, ora ne abbiamo 160. Inoltre, dovremmo valorizzare il successo delle elezioni nei distretti con un solo mandato. In precedenza nei distretti di queste regioni avevamo solo 13 candidati a mandato unico. E ora: 60! Di questi, 9 sono stati conquistati nella regione di Irkutsk, 8 in Khakassia, 7 nel Territorio Trans-Baikal, 6 nelle regioni di Ulyanovsk e Smolensk. La geografia del successo mostra quanto sia buono il nostro potenziale e lo stato d’animo degli elettori in tutta la Federazione Russa.

Le stesse tendenze si sono chiaramente riflesse nell’elezione dei governatori. Oltre al brillante risultato del nostro candidato Andrei Klychkov nella regione di Oriol, la nostra vittoria nel primo turno delle elezioni del governatore in Khakassia e il passaggio del nostro candidato al secondo turno nel Territorio Primorsky.

In Khakassia il nostro primo segretario trentenne Valentin Konovalov ha ottenuto quasi il 45% (!) contro il 32,4% dell’attuale governatore Viktor Zimin. A Primorye, il nostro candidato Andrei Ishchenko ha ottenuto quasi il 25% contro il 46,5% del governatore in carica Andrei Tarasenko.

In totale, su 22 campagne elettorali per l’elezione dei governatori di regioni, solo in 4 si passerà al secondo turno. In due regioni, nella regione di Vladimir e nel territorio di Khabarovsk, i rappresentanti del LDPR gareggeranno con i candidati al potere. È abbastanza ovvio che il secondo turno nella regione di Vladimir è in gran parte dovuto alla non ammissione all’elezione del candidato del Partito comunista Maxim Shevchenko.

Il partito si è comportato molto bene in occasione delle elezioni nei parlamenti dei capoluoghi. Abbiamo avuto 12 esempi di questo tipo. Abbiamo vinto a Veliky Novgorod con il risultato del 30,6%! In altre 8 città abbiamo conquistato il secondo posto, con il 20-25% in 6 di queste: Belgorod (25%), Abakan e Maykop (quasi il 24%), Ekaterinburg (23%), Yakutsk (22,5%), Ryazan (20,6%). Anche in queste elezioni registriamo un successo nella campagna per collegi elettorali a mandato unico. In precedenza, in questi 12 capoluoghi, avevamo 2 mandati di questo tipo, ora 22. E il numero totale di mandati è aumentato da 37 a 64.

Sono stati soddisfacenti anche i risultati delle elezioni supplettive per la Duma di Stato. Abbiamo partecipato a 6 su 7 di queste votazioni. Oltre alla vittoria di Olga Alimova in uno dei distretti della regione di Saratov con un risultato di oltre il 45%, in 5 distretti i nostri candidati hanno conquistato il secondo posto, mentre Tatiana Rakutina nella regione dell’Amur ha perso con un distacco di solo il 2% dal vincitore.

Quindi, vediamo che i risultati di successo non possono essere correlati solo con alcune specifiche peculiarità regionali e geografiche, con le decisioni del personale politico più o meno riuscite o con alcune caratteristiche particolari del sistema elettorale. Il PCRF nel suo insieme, su scala federale, ha compiuto buoni progressi. Questa è una svolta politica. I cittadini hanno apprezzato il nostro programma e la ferma posizione su una serie di urgenti problemi sociali. E non solo sulla “riforma delle pensioni”. È una riforma pesante, ma non l’unica e non l’ultima delle dolorose manifestazioni del corso politico. Le elezioni hanno dimostrato che la società sta diventando sempre più chiaramente consapevole di ciò.

Allo stesso tempo, non si può ignorare il fatto che in alcune regioni i meccanismi del potere hanno lavorato per frenare una crescita ancora più grande dell’influenza del PCRF. Si tratta delle “liste ingannevoli”. I vari PCUS, “comunisti di Russia”, partiti di pensionati, patrioti e altri – che hanno ricevuto in totale questa volta più del solito. Così, hanno “morso” qualcosa in più del solito al Partito Comunista.

Tuttavia, nelle condizioni attuali, la tecnologia della frammentazione del campo politico del nostro partito si trasforma un’arma a doppio taglio per il governo. Anche elettori di “Russia Unita” in segno di protesta si volgono silenziosamente “a sinistra” e verso queste liste ingannevoli, e verso il LDPR e “Russia Giusta”. In questo contesto, il nostro elettore è stato il più consapevole e siamo molto grati a tutti coloro che ci hanno sostenuto”.

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