Lo sciopero di 250 milioni di contadini in India

di Dario Ortolano

Ormai lo chiamano, in molti, il più grande sciopero del mondo.P

Proprio quando sembrava, ai commentatori borghesi dei fatti quotidiani, che la lotta di classe fosse morta e sepolta, ecco che essa si manifesta e si sviluppa con impetuosa vitalità in India, uno dei Paesi più popolati del Pianeta, con 1,38 miliardi di popolazione, corrispondenti al 17% della popolazione mondiale. Ad entrare in lotta, quest’autunno, sono stati i contadini, dopo il varo, da parte del governo di destra di Narendra Modi, di tre leggi, per una nuova regolamentazione del settore agricolo, di chiara impronta neoliberista.La prima abolisce il prezzo garantito per frutta ed ortaggi, stabilito dai mercati intermedi, gestiti dal governo.La seconda dichiara di voler stimolare l’aumento di investimenti, diretti all’ammodernamento degli impianti del settore.La terza si propone di promuovere il commercio dei prodotti agricoli, attraverso investimenti del settore privato.Ma, nei fatti, secondo i lavoratori del settore agricolo, che rappresentano il 60% della popolazione del Paese, si tratta, con tali leggi, di svendere la produzione agricola agli amici di Modi, i supermiliardari Mukesh Ambani che, con Reliance Industries è diventato l’uomo più ricco dell’India, e Gautam Adani, già implicato in uno scandalo, di scambio di favori, con il governo, colpendo gravemente il reddito e l’occupazione dei lavoratori agricoli.

Così, dopo una una prima ondata di manifestazioni a settembre, i sindacati dei lavoratori, a forte presenza comunista, hanno indetto il più grande Sciopero nazionale della storia, con la mobilitazione di 250 milioni di agricoltori, in tutto il Paese.In una prima fase, le mobilitazioni erano mirate ad aprire un negoziato con i Governatori dei singoli Stati, ma, da due settimane, imponenti carovane di decine di migliaia di lavoratori, al grido di ” Tutti a Delhi “, marciano verso la capitale, dove hanno occupato le strade, con i loro camion a rimorchio, installando accampamenti con grandi cucine, per sfamare gli scioperanti.La polizia è intervenuta con bastonate, colpi di idranti e spintoni, degli agenti, sempre più violenti verso i manifestanti, i quali non si sono fatti intimorire e sono ben decisi a continuare la lotta.

I sindacalisti, che hanno organizzato l’occupazione del centro della capitale, in concomitanza con l’anniversario della entrata in vigore della Costituzione del 1949, affermano che ” È solo l’inizio “, mentre la coalizione di operai, contadini, studenti, associazioni femministe e della società civile, che intanto si è realizzata, si prepara ad una lotta dura e senza paura, mentre, anche a Calcutta ed a Mumbai ed in altre metropoli dell’ Est e del Centro dell’India, nel cuore del paese industriale e delle miniere, continua lo Sciopero Nazionale. Modi dice che ” tratterà “, quando il movimento avrà smobilitato ed i lavoratori rispondono che si deve aprire una trattativa per la eliminazione del ” pacchetto neoliberista ” delle leggi varate dal governo. Intanto, la mobilitazione popolare, cresce in tutto il Paese, con grandi possibilità di vittoria, per tutti i lavoratori e per l’India intera !!!

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