8 Novembre 1926: l’arresto di Gramsci.

di Dario Ortolano

All’alba del giorno 8 novembre 1926, la polizia politica dell’ormai costituito regime fascista, fece irruzione nella casa romana di Antonio Gramsci, arrestandolo e traendolo prigioniero nel carcere di Regina Coeli, in aperta violazione delle più elementari leggi della libertà personale e politica, oltreché della stessa immunità parlamentare, di cui egli godeva in quanto parlamentare in carica.

Pochi giorni prima, il fascismo ormai imperante, aveva messo fuorilegge i partiti di opposizione al regime, ormai strutturato nella forma della più feroce dittatura. Iniziava, così, per l’Italia ed il mondo intero, il più tragico periodo della storia contemporanea, che avrebbe poi portato, dopo lunghi anni di feroce dittatura antipopolare, ad una nuova disastrosa guerra mondiale, che sarebbe stata causa di distruzione e di morte per decine di milioni di uomini e di donne.

Antonio Gramsci, era nato ad Ales, in provincia di Cagliari, il 22 gennaio 1891. Durante il ginnasio, cominciò a leggere la stampa socialista ed a studiare le opere di Marx. Vinta una borsa di studio del Collegio Carlo Alberto, poté iscriversi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, dove, nel 1912, incontrò ed allacciò amicizia con Palmiro Togliatti, anche lui vincitore di una borsa di studio.

Nella primavera del 1913, in occasione dello sciopero degli operai metallurgici, entrò in contatto con gli ambienti operai. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Gramsci era iscritto alla sezione socialista torinese, e, in seguito alla vittoria della Rivoluzione d’Ottobre in Russia, nel 1917, egli ebbe a scrivere ” La guerra, è stata la condizione economica, il sistema di vita, che ha determinato lo Stato nuovo, che ha sostanziato la necessità della dittatura del proletariato. ” Nel dare seguito alle idee vittoriose della rivoluzione proletaria, nell’aprile del 1919, Gramsci, insieme a Togliatti, Tasca e Terracini, fondò il settimanale ” L’Ordine Nuovo “, che diverrà il primo organo di stampa quotidiano, del Partito Comunista d’Italia, nato a Livorno il 21 gennaio 1921.

Al centro della riflessione e della elaborazione gramsciana, vi era la funzione ed i compiti dei Consigli operai, a cui spettava il compito della direzione del processo rivoluzionario e dello ” Stato dei soviet ” che sarebbe nato dalla vittoria della Rivoluzione proletaria, capace di coinvolgere non solo gli operai, ma anche i piccoli artigiani ed i contadini poveri, organizzati in Consigli territoriali.

Nelle elezioni del 6 aprile 1924, Gramsci fu eletto deputato ed, in agosto, Segretario Generale, dal Comitato Centrale del Partito.

I due anni che seguirono, furono d’intensa lotta contro il fascismo che si andava sempre più strutturando come regime, e di organizzazione del Partito, per renderlo sempre più efficace strumento di tale lotta. In seguito al suo arresto, Gramsci fu processato dal tribunale speciale del fascismo, ed il 4 giugno del 1928 condannato ad oltre vent’anni di carcere, secondo la volontà del suo ” pubblico accusatore ” che ebbe a dire, nel corso del dibattimento processuale, ” bisogna impedire al suo cervello di funzionare, almeno per vent’anni. ” Come sappiamo le cose non andarono come auspicato dai suoi aguzzini e carcerieri, perché il pensiero e l’opera del compagno Antonio Gramsci continuarono e si svilupparono, anche dal carcere, dando vita ad una produzione politica e letteraria che lo faranno riconoscere, ben presto, come il continuatore, in Italia, dell’opera di Lenin.

E se noi oggi, come comunisti italiani, rinati a nuova vita, dopo le vicissitudini e le sconfitte del movimento operaio e comunista, sul finire del novecento, intitoliamo col suo nome le nuove sezioni che nascono, come domenica prossima a Grugliasco, presso Torino, ciò è dovuto al fatto che, il suo pensiero e la sua opera, continuano a guidare il nostro cammino, nella quotidiana lotta per la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati, contro l’imperialismo USA ed UE e per gli interessi e bisogni politici economici e sociali della classe operaia, dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutti gli sfruttati dal capitalismo e dall’imperialismo.

Oggi, come ieri, nel nome di Antonio Gramsci,

CONTRO IL CAPITALISMO, L’IMPERIALISMO, PER IL SOCIALISMO !!!

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e occhiali

Credo che vivere voglia dire essere partigiani.

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