10 Febbraio, una giornata di revisionismo storico e politico

di Dario Ortolano

Il 10 febbraio, fino a qualche anno or sono, era celebrato, in tutta Europa, come l’anniversario della sigla, nel 1947, dei Trattati di pace, che posero definitivamente fine alla seconda guerra mondiale. Dall’anno 2004, in Italia, tale giorno, viene vissuto, ufficialmente, come la occasione di commemorazione delle ” vittime delle foibe “, in seguito ad una decisione del Governo Berlusconi, perlopiù in seguito alla pressione politica di Alleanza nazionale, erede del movimento fascista MSI/DN. Di che si tratta ??!!

Quando, nel settembre 1943, dopo l’armistizio, si verificò il collasso dell’esercito italiano, i partigiani jugoslavi, insieme a quelli italiani, diedero vita ad una operazione di riconquista dei territori, precedentemente conquistati dall’esercito fascista, in seguito alla guerra di aggressione, scatenata dalla Italia contro la Jugoslavia, nell’anno 1941, in tale contesto di guerra e di violenza, si verificarono vendette individuali, da parte di chi aveva visto distrutte le proprie famiglie, precedentemente, da parte delle violenze dei fascisti. Tutte le ricerche storiche, concordano nello stimare, il numero di morti in Istria nel ’43, fra i 400 ed i 600, mentre, relativamente alla regione giuliana, nel 1945, il numero dei morti viene stimato fra i 1000 ed i 2000.

Questo, fu il doloroso prezzo pagato, alla fine di una guerra di aggressione dell’Italia fascista contro la Jugoslavia, nel 1941, dopo che, per 20 anni, dall’avvento del fascismo in Italia, in Istria e Dalmazia, era stata attuata, dai fascisti italiani, una politica di segregazione razziale, di italianizzazione forzata e di feroce repressione, nei confronti delle popolazioni slave, che in quei territori erano la maggioranza, costruendo, dopo l’invasione della Jugoslavia, campi di concentramento in cui vennero deportati decine di migliaia di civili sloveni e croati, privati di ogni proprio diritto umano e nazionale. Questi sono i fatti storici.

Dal 2004 ad oggi, su tali fatti, è stata compiuta, ed adottata dalle istituzioni dello Stato italiano, un’ opera di falsificazione e di revisione storico-politica, tendente a dimostrare la equivalenza fra il comunismo ed il nazifascismo, secondo la ideologia ufficiale della UE, in seguito alla approvazione della corrispettiva mozione,da parte del Parlamento europeo.

Ma la realtà storica e politica è molto complessa e merita di essere attentamente studiata, anziché distorta ed agitata, in chiave di ripetuta ed ossessiva propaganda politica.

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