Stalin

di Dario Ortolano

Iosif Vissarionovic Dzugasvili, nacque il 21 dicembre 1879, a Gori, in Georgia, da genitori poveri ed analfabeti.

Nel 1894, al termine della scuola elementare, fu raccomandato, come migliore alunno, per l’ammissione al Seminario di Tiflis, la più importante istituzione di istruzione superiore della Georgia. Al secondo anno di frequentazione del Seminario, all’età di 15 anni, entrò in contatto con alcuni circoli marxisti clandestini ed all’età di 18 anni, nel 1897, con la prima organizzazione socialista della Georgia.

Nel 1899, fu espulso dal Seminario e prese avvio il suo percorso di rivoluzionario di professione. Nel marzo del 1902, fu arrestato per la prima volta e condannato a tre anni di carcerazione in Siberia, ma nel febbraio del 1904, riuscì a fuggire ed a ritornare a Tiflis. All’età di 26 anni, alla Conferenza dei bolscevichi, nel dicembre 1905, in Finlandia, incontrò per la prima volta Lenin.

Nel marzo 1908, colui che ormai era conosciuto col nome di battaglia di Stalin, venne arrestato per la seconda volta e condannato a due anni d’esilio, da cui fuggì nel giugno 1909, facendo ritorno a Baku. Nel marzo 1910, fu arrestato per la terza volta e condannato a 5 anni di detenzione in Siberia, da cui nuovamente fuggì, nel febbraio 1912 ritornando a Baku. Il 22 aprile del 1912, Stalin pubblicò, a San Pietroburgo, la prima edizione del giornale bolscevico Pravda e, lo stesso giorno, venne arrestato per la quarta volta.

Quando ritornò a San Pietroburgo, fu arrestato per la quinta volta ed inviato nelle regioni più inaccessibili della Siberia, dove dovette restare per cinque anni. Ritornò a San Pietroburgo, soltanto dopo la rivoluzione del febbraio 1917, dove fu eletto nel Presidium dell’ Ufficio Politico, riprendendo a dirigere la Pravda. Nel momento dell’insurrezione del 25 ottobre 1917, era membro del Comitato Rivoluzionario Militare, mentre, con la formazione del nuovo governo rivoluzionario, entrò a farne parte come Commissario agli affari delle nazionalità nel cui ruolo, così come negli anni precedenti, fu un coerente sostenitore della linea elaborata da Lenin, avendolo seguito fin dal principio della sua attività.

Con l’avvio, dopo la rivoluzione, della invasione del Paese, su richiesta di Kerenskij, da parte degli eserciti delle principali potenze capitaliste e l’avvio della guerra civile, da queste fomentata, durante gli anni 1918/1921, Stalin fu chiamato a svolgere molteplici compiti politici e militari. Appoggiò la sigla del Trattato di Brest-Litovsk con i tedeschi, per salvare l’esistenza e la possibilità di rafforzamento della rivoluzione, nel 1918. Nello stesso anno, fu inviato nella futura Stalingrado, minacciata dall’esercito di Krasnov, nominato Presidente del consiglio di guerra del Fronte sud e chiamato a far parte del Consiglio militare della Ucraina.

A partire dal maggio del 1919, fu inviato a Pietrogrado, per organizzarne la difesa, contro l’esercito di Judenic. Nel maggio del 1920, fu inviato sul Fronte Sud-Ovest, per fronteggiare gli eserciti polacchi invasori e le forze controrivoluzionarie di Vrangel, nel territorio a Nord del Mar d’Azov. Con la vittoria nella guerra civile ed il respingimento degli eserciti stranieri invasori, consolidato il potere sovietico, iniziò il grande dibattito sulla costruzione del socialismo in URSS, dopo la sua fondazione, nel 1922.

In tale contesto, Stalin fu convinto sostenitore della possibilità di costruire il socialismo, a partire da un Paese solo, contro la tesi di Trockij che ne negava la possibilità, che venne sconfitta, definitivamente, nel 1927. Il 23 aprile 1922, su proposta di Lenin, Stalin fu eletto Segretario Generale del Partito.

Con la morte di Lenin, il 21 gennaio 1924, Stalin divenne il principale dirigente del Partito e dello Stato. Alla fine della guerra civile, la Russia era un Paese completamente distrutto da otto anni di guerra continuata, condotta sul suo territorio.Le banche e le grandi imprese erano state nazionalizzate ed a partire dal 1928, grazie ad un piano quinquennale nazionale, si posero le basi di un’industria moderna che permettesse lo sviluppo del Paese, con l’impiego delle risorse interne.

Il 4 febbraio 1931, Stalin spiegò il valore strategico di tale impresa, parlando ai dirigenti della industria socialista: ” Noi siamo in ritardo da 50 a 100 anni, rispetto ai paesi avanzati. Dobbiamo coprire questa distanza, in dieci anni. O lo faremo, o saremo stritolati. “Si creò, così, una potente industria pesante, posizionata negli Urali ed in Siberia, a migliaia di chilometri dal confine più vicino, fuori dalla portata di qualsiasi nemico. Alla fine del 1932, il prodotto industriale lordo era più che raddoppiato, rispetto all’anno 1928.

Per undici anni, dal 1930 al 1940, l’Unione Sovietica ebbe una crescita media della produzione industriale del 16,5% e poteva, ora, tenere testa alla potenza capitalista più sviluppata d’Europa, la Germania nazista.

Parallelamente, i comunisti ricostruirono le forze produttive nelle campagne, avviando la trasformazione delle fattorie contadine, piccole e disgregate, in fattorie estese ed integrali, con la coltivazione comune della terra e l’impiego della tecnica più sviluppata.La collettivizzazione e l’economia pianificata permisero, così, all’Unione Sovietica di resistere all’aggressione nazifascista e fronteggiare la guerra totale scatenata contro di essa, dai nazisti tedeschi.

L’attacco nazifascista all’ URSS, iniziò alle ore 3,40 del 22 giugno 1941. Da tempo, il servizio segreto sovietico dava come imminente l’attacco. Dopo una breve discussione, Stalin e l’Alto Comando della Armata Rossa diedero le seguenti disposizioni operative di difesa:

1) L’allerta generale e l’occupazione delle posizioni di fuoco dei settori fortificati delle frontiere dello Stato.

2) Il camuffamento e la dispersione di tutta l’aviazione, negli aeroporti di campagna.

3) La mobilitazione delle truppe, per il contrattacco.

Già nella stessa giornata del 22 giugno, Stalin emanò l’ordine di scatenare le operazioni di controffensiva. La guerra sarebbe stata lunga e terribile, animata, da parte dei nazifascisti, dalla volontà di totale annientamento e sterminio, dello Stato e del popolo sovietico. Essa terminò, il 9 maggio 1945, con la resa della Germania nazista, in seguito alla occupazione e conquista, da parte della Armata Rossa della Unione Sovietica, della capitale del Reich, Berlino, e del Reichstad. Già nel febbraio 1946, venne ratificato il nuovo piano quinquennale e, grazie a tre anni di sforzi eccezionali, la produzione industriale del 1948 superò quella del 1940. Ben presto, nel dopoguerra, l’imperialismo anglo-americano, capofila dell’imperialismo internazionale, tornò a riprodurre comportamenti coerenti con la propria natura e propensione reazionaria ed antipopolare.

Il Presidente USA, Truman, dal momento della fabbricazione della bomba atomica, la concepì come un’arma di terrore di massa, al fine di assicurare agli Stati Uniti il dominio mondiale. Contro il sistema capitalistico ed imperialista mondiale, Stalin, negli anni 1945/1953, condusse la seguente politica internazionale:

1) Rafforzò la difesa dell’Unione Sovietica, come base del movimento comunista internazionale.

2) Aiutò i popoli che avevano deciso di impegnarsi sulla via della democrazia popolare e del socialismo.

3) Sostenne i popoli colonizzati che aspiravano alla indipendenza ed incoraggiò il grande movimento internazionale per la pace, contro le nuove avventure guerrafondaie dell’imperialismo.

Quando morì, il 5 marzo del 1953, l’umanità intera, la classe operaia, tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall’imperialismo tributarono al capo della Unione Sovietica e della lotta di liberazione dei popoli di tutto il mondo, un omaggio corale, espressione dei sentimenti profondi di amore e riconoscenza conquistati, nel corso di tutta la sua vita.

Essa e le opere di cui è costellata, lo collocano fra i grandi leader del marxismo-leninismo ed, ancor oggi, irradiano, col loro esempio, il difficile e doloroso cammino di lotta, per l’emancipazione politica e sociale della classe operaia, degli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall’imperialismo, dei popoli di tutto il mondo, nella lotta per la libertà, la democrazia, la sovranità ed indipendenza nazionale, per la pace, contro la guerra e per il socialismo !!!

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