La finanziaria antipopolare del governo Meloni.

di Dario Ortolano

E cosi, è successo quello che era prevedibile, per il Governo Meloni.

Dopo aver confermato la linea di politica estera filoimperialista USA ed UE, che muove la guerra della NATO, contro la libertà, sovranità ed indipendenza della Federazione Russa, cercando di trasformare l’Ucraina in una base di attacco nucleare contro di essa, ed aver ridato vita alla più ” classica ” politica dei respingimenti degli immigrati e dei naufraghi, tipica della destra fascista, xenofoba e razzista, ora arrivano i principali provvedimenti di politica economica e sociale, contenuti nella proposta di Legge Finanziaria per l’anno 2023. In un Paese, con 17 milioni di lavoratori dipendenti, con un reddito medio che si aggira attorno ai 1500 euro mensili, 16,5 milioni di pensionati, di cui più della metà con pensioni inferiori ai 1000 euro, e 6 milioni di poveri, il Governo Meloni ci prospetta:

1) L’ abolizione del Reddito di cittadinanza nel 2024 e la sua riduzione, a partire dal primo gennaio 2023, a soli 8 mesi per i lavoratori ” occupabili “.

2) La permanenza in vigore, per pane e latte, dell’Iva, dopo aver parlato, per giorni, della sua abolizione.

3) La sforbiciata a bonus e detrazioni, già di per sé insufficienti a tutelare i redditi popolari.

4) La fissazione di 46 euro di aumento in busta paga, per i lavoratori a basso reddito ed a 600 euro il valore a cui verrà portato l’importo delle pensioni minime dal gennaio 2023.

Con questi provvedimenti ed il livello della inflazione incalzante, nel nostro Paese, la condizione della classe operaia, dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutti gli sfruttati dal capitalismo e dall’imperialismo, è destinata a peggiorare decisamente.

Di ben altro ha bisogno l’economia nazionale ed internazionale, per rilanciare produzione e consumi:

1) Un Nuovo Modello di Sviluppo economico e sociale del Paese, sostenibile ed ecocompatibile, perché fondato sul sempre più ampio e diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili, che abbia al centro i reali bisogni della classe operaia, dei lavoratori, delle lavoratrici, di tutti gli sfruttati e di tutela dell’ambiente naturale.

2) Una Pianificazione Nazionale centralizzata degli investimenti di capitali pubblici nelle grandi imprese nazionalizzate e socializzate, nei principali settori produttivi dell’economia nazionale del Paese, come volano e forze propulsive del rilancio produttivo ed occupazionale.

3) Una politica nazionale di aumenti di salari, stipendi e pensioni, e di progressivi sgravi fiscali sul reddito del lavoratori dipendenti ed autonomi, resa possibile dal controllo acquisito, dallo Stato e dai lavoratori, sulle principali fonti di produzione della ricchezza nazionale.

4) Una nuova politica estera fondata sulla difesa della sovranità ed indipendenza nazionale di ciascun Paese e popolo, e sul reciproco vantaggio nelle relazioni bilaterali e multilaterali, non più esercitate sotto il giogo dell’imperialismo USA, della UE, della NATO, del Fondo Monetario Internazionale ( FMI ) e dei mercati finanziari internazionali .

Per uscire dalla crisi del capitalismo, di cui già stiamo vivendo nuovi e più robusti cicli, occorre una proposta di alternativa politica, economica e sociale, globale, che ne sappia aggredire le cause reali del suo manifestarsi, cioè lo sfruttamento e l’oppressione sociale della classe operaia e dei lavoratori e lavoratrici ed un forte movimento di lotta in grado di sostenerla.

Per la pace, la libertà ed una vera democrazia fondata sul potere popolare ed una nuova civiltà umana senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo ed ogni forma di discriminazione etnica e razziale e sociale.

Contro il capitalismo e l’imperialismo e per il socialismo !!!

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