18° IMCWP – 18° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai


“Crisi capitalista e offensiva imperialista – Strategia e tattica dei Partiti Comunisti e Operai nella lotta per la pace, per i diritti dei lavoratori e dei popoli, per il socialismo”
Hanoi, Vietnam, 28-30 ottobre 2016

Dichiarazione di solidarietà del 18° IMCWP: Per la fine della guerra, del terrore e della catastrofe umanitaria in Siria

IMCWP | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Noi, Partiti comunisti e operai firmatari della presente dichiarazione, riuniti a Hanoi, in Vietnam, per il 18° IMCWP, crediamo fermamente che le politiche e le azioni delle potenze imperialiste e dei loro alleati reazionari abbiano creato una catastrofe politica, sociale e umanitaria senza precedenti in Medio Oriente. La regione sta attraversando una grave crisi a causa della guerra e della distruzione in corso; tale crisi è il risultato dei tentativi attentamente orchestrati dall’imperialismo guidato dagli Usa per consolidare la propria egemonia e garantire il controllo esclusivo del flusso di petrolio, la possibilità di saccheggiare liberamente le risorse della regione e di sfruttare i suoi mercati.

Temiamo che se la situazione attuale si protrae, il Medio Oriente è destinato a un futuro di ulteriori guerre, destabilizzazione e dominazione imperialista. Il volto della regione è profondamente segnato dai conflitti e dal terrorismo: in Siria, Iraq, Yemen, Libia e in Afghanistan, dall’attuale occupazione della Palestina da parte di Israele, così come dalle crisi politiche in Libano e in Egitto.

Della situazione attuale beneficia l’imperialismo con i suoi piani di dominio economico, politico e geostrategico.

Le potenze USA e UE stanno considerando di modificare i confini esistenti di Siria e Iraq per creare al loro posto nuovi staterelli sulla base di contrasti etnici e settari. Il Piano per un Nuovo Medio Oriente sta rapidamente prendendo forma.

Attualmente sono militarmente coinvolti nel conflitto in Siria una serie di paesi, alcuni legittimamente invitati dal governo siriano e altri in netta violazione della Carta delle Nazioni Unite.

Siamo preoccupati che la guerra in Siria possa trasformarsi in un conflitto militare su larga scala che travolga la regione. Fin dall’inizio della crisi in Siria, abbiamo detto che questo conflitto non ha una soluzione militare e quindi abbiamo sostenuto una soluzione negoziata nel rispetto dell’indipendenza e dell’integrità territoriale del paese, opponendoci ad ogni manifestazione di interferenza straniera diretta o indiretta nei confronti della sovranità nazionale dello stato siriano.

Noi crediamo che la tragedia proseguirà senza una lotta popolare e senza una massiccia campagna di solidarietà per la risoluzione pacifica dei conflitti esistenti nella regione e in difesa dei popoli. Le uniche vittime sono i lavoratori e i poveri che non hanno altra scelta che prendere misure disperate per sopravvivere. Nei loro drammatici tentativi di fuggire alla guerra e al terrorismo sono costretti a lasciare casa e lavoro alla ricerca di un posto sicuro.

Chiediamo l’immediato ritorno ai negoziati di tutti i principali attori di questa crisi sulla base delle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite. Non deve esservi posto per alcuna organizzazione terroristica al tavolo e deve essere condannato e subito fermato il supporto, il finanziamento e l’armamento delle organizzazioni terroristiche. Il futuro della Siria e del suo governo deve essere deciso dal solo popolo siriano secondo il suo libero arbitrio; la rimozione di Bashar al-Assad e del governo non sono una precondizione per la fine della violenza e di una pace duratura.

Ci impegniamo a perseverare nelle seguenti azioni:

– Mobilitare le più ampie forze possibili contro l’ingerenza e l’aggressività dell’imperialismo nella regione;
– Mobilitare i nostri movimenti per prendere le distanze dall’apartheid esercitata da Israele e impegnarsi nella solidarietà con la lotta del popolo palestinese;
– Mobilitare e organizzare manifestazioni di massa e marce per la pace nel mondo e in particolare per una vera pace nella regione;
– Mobilitarsi contro la vendita di armi da guerra allo stato segregazionista di Israele;
– Organizzare seminari e altri convegni pubblici per sostenere la lotta per la pace nella regione.

Firmatari:

Communist Party of Australia
Communist Party of Brazil (PCdoB)
Communist Party of Britain
AKEL
Communist Party of Cuba
Communist Party of Bohemia and Moravia
Communist Party in Denmark
Communist Party of Finland
German Communist Party
Communist Party of Greece
PPP of Guyana
Communist Party of India
Communist Party of Iraq
Tudeh Party of Iran
Communist Party of Ireland
Communist Party of Jordan
People Party of Palestine
Communist Party of Pakistan
Philippine Communist Party (PKP – 1930)
Portuguese Communist Party
South African Communist Party
Communist Party of Spain
Communist Party of Sri Lanka
Communist Party of Sweden
Communist Party, Turkey
Communist Party of Ukraine
Communist Party of USA
Communist Party of Venezuela

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