La voce delle donne

di Margarita Botelho, Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da avante.pt

Traduzione di Marica Guazzora per Marx21.it

Il Movimento Democratico delle donne ha deciso di convocare per il prossimo 11 marzo una manifestazione a Lisbona con lo slogan “La voce delle donne per l’uguaglianza. Sviluppo. Diritti. Pace”. Decisione presa  in tempo utile.

In tutto il mondo, e il Portogallo non fa eccezione, l’8 marzo,  Giornata internazionale della donna, è contrassegnato dalle azioni di lotta, convivialità  e di dibattito che danno rilievo ai problemi , desideri e diritti delle donne. E’ vero che le donne hanno problemi, aspettative e diritti ogni giorno dell’anno. E’ vero che le donne portoghesi hanno dato un contributo fondamentale alla lotta più generale dei lavoratori. Basti pensare alla continua e  vittoriosa lotta  per il ripristino  di 35 ore di lavoro  nella Amministrazione pubblica , in cui settori che hanno la più alta concentrazione di mano d’opera femminile e di presenze femminili,  come le amministrazioni locali, sono stati decisivi per l’esito finale di questa resistenza.

Le donne lottano, molto, anche tutti i giorni. Ma la manifestazione dell’11 marzo è il momento ideale per celebrare l’8 marzo, dare visibilità e ampliare le rivendicazioni delle donne, associandole alla risoluzione dei problemi del Paese. Può sembrare una stranezza che in pieno secoli XXI ci sia una manifestazione di donne in un moderno paese della sviluppata Europa. Ma se è vero che la situazione delle donne portoghesi ha fatto passi da gigante negli ultimi 40 anni, frutto in particolare delle conquiste della Rivoluzione di Aprile,  grossi problemi persistono e, in alcuni casi,  si aggravano.

Tutte le ragioni

Pensiamo al  rapporto di lavoro, al salario, alla precarietà, alla deregolamentazione dell’orario, al costo della vita, allo sfruttamento, alla disoccupazione che continua con una forte componente femminile, in particolare tra le giovani donne e  tra le disoccupate da più lungo tempo. Nella emigrazione forzata, nella povertà che si riproduce in un ciclo di basso salario che genera basse pensioni.

Pensiamo ai diritti relativi alla funzione sociale della maternità e nelle limitazioni che quasi tutti i luoghi di lavoro impongono alle madri lavoratrici (e ai padri, a dire il  vero).  Asili nido costosi , inadeguatezza del supporto sociale,  costosi mezzi di trasporto pubblico,  disagio di orari incompatibili  uno con l’altro e con la vita dei bambini e delle famiglie.

Pensiamo all’abitazione, alla salute, alla sicurezza sociale, allo sport e alla cultura,  e  alle tante difficoltà specifiche che le donne hanno in queste problematiche. O ai  numeri e alle storie impressionanti di donne vittime di violenza.

Pensiamo  all’offensiva ideologica sul ruolo delle donne nella società,  che si è diversificato  negli ultimi anni;  quale è stata la pressione esercitata perché  le donne fossero tutte  belle,  tutte  super donne,  tutte meravigliose mogli,  madri, casalinghe. Pensiamo a come è stata banalizzata la questione  prostituzione e la tratta delle donne, la responsabilità che è stata data alle  madri che lavorano per la mancanza di “valori della società” in generale, e in particolare nelle giovani generazioni.

Pensiamo  al contributo che le donne danno oggi allo sviluppo del Paese per  la produzione, per  i servizi pubblici , per la cultura, la scienza  e lo sport . E  quanto potrebbero dare ancora di più per il paese se i loro diritti fossero più rispettati,  incoraggiati e valorizzati  per le proprie competenze,  se non  si cercasse  di respingerle in tutti gli ambiti della loro vita.

Noi ci saremo!

Questa manifestazione è indetta per dare voce a tutte queste rivendicazioni,  esigenze e desideri. E’ l’affermazione che il Paese ha bisogno delle donne per  il proprio  sviluppo, per produrre di più e meglio,  per essere più equo.  E che la lotta per il futuro del  Portogallo passa per l’uguaglianza nei diritti e nella vita.

Ma questo evento sarà anche un appello perché altre  donne si uniscano  alla causa della emancipazione, per esigere i loro diritti,  per far sentire la loro voce,  la loro dignità,  la loro volontà.

Un appello  per la pace. Per la fine delle  guerre imperialiste che spingono milioni di persone, milioni di bambini e  giovani, ai drammi che possiamo solo immaginare, di  sfruttamento e traffico. Per porre fine alla recrudescenza  della concezione reazionaria del ruolo delle donne in molti paesi del mondo.

Uguaglianza, sviluppo, diritti, pace. Le voci delle donne si sono alzate molte volte nel corso della storia per questi motivi . L’ 11 marzo ci saremo.

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