20° Incontro internazionale dei partiti comunisti e operai: l’intervento del PCI

“La classe lavoratrice contemporanea e la sua alleanza. I compiti della sua avanguardia politica – i partiti comunisti e operai – nella lotta contro lo sfruttamento e le guerre imperialiste, per i diritti degli operai e dei popoli, per la pace, per il socialismo”.

Intervento del compagno Francesco Maringiò, Coordinatore Dipartimento Esteri PCI

Cari compagni e care compagne, in primo luogo vorremmo ringraziare il KKE per aver organizzato ed ospitato il 20° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti ed Operai. Questi incontri non potrebbero esistere senza il ruolo pioneristico che il PC greco ha svolto, organizzando per anni questi incontri che consentono a tutti noi di condividere esperienze ed idee e combattere insieme. Questo meeting è anche un buon modo per celebrare il centenario della fondazione dell’avanguardia della classe lavoratrice greca, il Partito Comunista greco.

Cari compagni e care compagne, 200 anni dopo la nascita di Karl Marx e 170 anni dalla pubblicazione del Manifesto del partito comunista, “lo spettro del comunismo” si aggira ancora in Europa e nel mondo, grazie al rafforzamento delle esperienze socialiste (Cina, Corea, Cuba, Vietnam) e alla lotta del proletariato mondiale e della classe operaia, anche nei paesi a capitalismo avanzato e grazie al ruolo svolto dai partiti comunisti e operai, ciascuno nel proprio specifico contesto nazionale. Allo stesso tempo, i processi antimperialisti, che hanno cambiato i rapporti di forza nel mondo, si sono rafforzati, riducendo l’egemonia che gli Stati Uniti hanno conseguito dopo la sconfitta dell’URSS. L’acutizzazione dell’aggressione militare USA e NATO è una risposta – in termini di egemonia militare – a questo cambio nel rapporto di forza internazionale, grazie al ruolo avuto dalle nuove e vaste alleanze e dalla cooperazione internazionale di forze e paesi (come il movimento di paesi allineati, i BRICS o membri del paese della Shanghai Cooperation Organization) che svolgono un ruolo decisivo di contrappeso al dominio degli Stati Uniti.

Le forze comuniste ed operaie sono chiamate a fare la loro parte per evitare una nuova escalation militare guidata dalle forze imperialiste e siamo chiamati ad essere gli attori più consapevoli e coerenti della lotta antimperialista. La costruzione di un nuovo e grande movimento contro la guerra e contro la NATO è il principale obiettivo immediato del movimento comunista e rivoluzionario mondiale e questo compito è legato, a seconda delle caratteristiche di ogni condizione nazionale, alla difesa dei diritti della classe operaia ed alla lotta per il socialismo.

L’Italia è sotto occupazione militare imperialista: circa 120 basi NATO e USA sono dislocate nel nostro paese, equipaggiate con almeno 70 bombe nucleari; inoltre, circa 50 mila soldati e ufficiali nordamericani sono stanziati in quelle basi. Costituiscono un vero e proprio “contro-potere” antidemocratico che in passato è stato usato per bilanciare la forza delle lotte della classe operaia, e che oggi continua a rappresentare un’interferenza quotidiana nella politica nazionale; mentre le condizioni materiali delle persone peggiorano giorno dopo giorno, il nostro paese spende circa 80 milioni di euro al giorno in spese militari e per essere membri della NATO. Il Partito Comunista Italiano lotta per l’uscita dell’Italia dalla NATO, per la chiusura delle basi militari straniere ed il ritiro dell’Italia dalle missioni militari e per bandire le armi atomiche illegali immagazzinate nelle basi straniere presenti in Italia, che sono fuori dal controllo del Parlamento italiano. Inoltre, siamo contrari alla costituzione dell’esercito europeo come recentemente proposto, ancora una volta, dalla Germania e dalla Francia.

In questo scenario internazionale valutiamo la natura anti-popolare e regressiva dell’UE che mostra apertamente la sua vera natura, rappresentando l’unità del grande capitale transnazionale europeo, il cui processo è stato accelerato dal crollo dell’Unione Sovietica. I Trattati europei disvelano la sua natura neoliberista e militaristica ed a favore della riduzione dei salari, dei diritti e del welfare in tutto il continente, erodendo i frutti delle grandiose lotte operaie del secondo dopoguerra.

Nel nostro paese le lotte anti-UE stanno facendo importanti passi in avanti, sia nella coscienza della gente che a livello politico, grazie all’indizione di un referendum di iniziativa popolare che punta ad abolire le riforme costituzionali adottate dai precedenti governi e che hanno subordinato l’interesse del paese al diktat dell’UE .

In questo contesto, caratterizzato dall’impossibilità di riformare l’UE, riteniamo necessario rompere la gabbia UE e smantellare i trattati e, in queste condizioni, riteniamo che sarà inevitabile uscire dall’Eurozona. Il nostro orizzonte politico si basa sul rapporto tra paesi europei basato sulla reciproca cooperazione e sulla solidarietà, nel quadro di un nuovo progetto che abbraccia tutto il continente europeo, “dal Portogallo alla Russia”, come comunità di paesi indipendenti, sovrani, e solidali, animato da spirito di pace, cooperazione e solidarietà con gli altri paesi del mondo ed aperta alla cooperazione con i nuovi blocchi internazionali anti-imperialisti.

La titanica ed egemone propaganda che l’imperialismo estende alle società capitaliste occidentali mira a nascondere la sua crisi ed importanti tendenze vengono nascoste dal circuito mediatico. La prima è la tendenza – che ha un grande significato storico – alla concentrazione del potere economico, al punto che l’1% della popolazione mondiale ha una ricchezza pari a quella del restante 99%; la seconda è che, invece di scomparire come la propaganda capitalista ha raccontato per anni, la classe operaia mondiale sta crescendo esponenzialmente e ci mostra la centralità della lotta di classe e dell’attualità piena del socialismo.

Gli sviluppi nella situazione internazionale e nazionale richiedono un percorso veramente alternativo che continua ad essere rinviato nel nostro Paese dalle scelte fatte dalle classi dirigenti, ma l’evoluzione del percorso nazionale, negli ultimi anni, conferma il ruolo decisivo ed insostituibile ed il bisogno della lotta dei lavoratori, come del ruolo dei settori anti-monopolisti e dei movimenti sociale, con l’obiettivo di difendere, ripristinare e conquistare nuovi diritti e come condizione decisiva per la costruzione di una alternativa di sinistra, che può aprire una nuova tappa sulla strada del socialismo nel nostro paese.

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