Zoja Anatol’evna Kosmodem’janskaja, e suo fratello Alexandr Eroi dell’Armata Rossa

Contributo al 25 aprile 2020

Liberamente tratto da https://mundo.sputniknews.com/ – Traduzione di Marica Guazzora

Nel 1945 l’Armata Rossa fu impegnata in pesanti combattimenti contro la Wehrmacht nella Prussia orientale. Fu il 13 aprile di quell’anno che il soldato Alexandr Kosmodemianski cadde in combattimento. Aveva 19 anni e aveva combattuto  per vendicare la morte di sua sorella Zoya, eroina dell’URSS.

La tragica storia del Kosmodemianski è direttamente legata all’inizio della Grande Guerra Patriottica – un conflitto armato tra Germania nazista e URSS, tra il 1941 e il 1945, nel quadro della Seconda Guerra Mondiale. Zoya Kosmodemiánskaya, sorella maggiore di Alexandr, entrò nelle fila dell’Armata Rossa nell’ottobre 1941 e fu assegnata a un gruppo di ricognizione e sabotaggio che penetrò nelle linee nemiche.

A quel tempo, il leader sovietico Iósif Stalin approvò la tattica della terra bruciata e questo era precisamente l’obiettivo del gruppo in cui era Kosmodemiánskaya: bruciare 10 città nel territorio occupato dalla presenza nazista, nelle vicinanze di Mosca.

220px-Zoya_Kosmodemyanskaya,_1941Quando entravano nella Scuola di Ricognizione e Sabotaggio, gli istruttori  avvertivano tutti i neofiti che il 95% di loro avrebbe perso la vita durante le operazioni, mentre quelli  fatti prigionieri sarebbero stati sicuramente torturati e giustiziati. In questo modo, tutti i membri del gruppo capivano  che, con ogni probabilità,  non ne sarebbero usciti vivi, anche se avessero adempiuto alla missione. E così fu perché la maggior parte del gruppo morì durante le operazioni.

Zoya riuscì  a svolgere solo una parte dell’operazione dando fuoco a tre case. In una di queste i soldati nazisti trascorsero la notte.  Zoya aveva anche  eliminato alcuni mezzi di trasporto  degli invasori. Quando cercò di incendiare un’altra casa, venne catturata, torturata e impiccata. Prima della sua esecuzione, pronunciò  un  discorso che divenne famoso, nel quale invitava  tutti a combattere contro i nazisti.

Aveva solo 18 anni. Per il suo coraggio e l’impresa immortale, Zoya Kosmodemiánskayadownload (7) venne  insignita postuma del più alto titolo onorifico dell’Unione Sovietica, Eroe dell’Unione Sovietica. Divenne  la prima donna a ricevere questo titolo durante la Grande Guerra Patriottica. La sua impresa divenne uno dei simboli dell’eroismo del popolo sovietico.

Zoya morì il 29 novembre 1941, ma la sua famiglia venne a conoscenza del suo tragico destino dopo un paio di mesi. Questa notizia fu un brutto colpo sia per la madre che per il fratello Alexandr che cercò subito di arruolarsi  nell’Armata Rossa, per andare al fronte ma non fu accettato. Entrò  nell’aprile del 1942 nelle Forze Armate sovietiche e decise di frequentare una scuola specializzata per gestire un carro armato.

Nonostante la stanchezza fisica il suo pensiero unico era vendicare Zoya e le città sovietiche bruciate dai nazisti e per questo non  ebbe mai timore della morte.  Per le sue azioni audaci gli fu assegnato l’Ordine di Prima Classe della Guerra Patriottica.  Quando fu finalmente in territorio nemico, nella Prussia orientale, scrisse a sua madre che era tempo “di vendicare il 1941, il lutto, le lacrime,  l’umiliazione a cui i nazisti avevano sottomesso  il popolo sovietico”.

Il 13 aprile i nazisti riuscirono a dar fuoco al suo carro armato ma Alesandr riuscì ad uscirne  e a continuare a combattere. Entrò con le truppe terrestri sovietiche in una località per stabilirne il controllo, ma venne ferito da una mitragliata. Morì che mancavano tre mesi al compimento del suo ventesimo compleanno.

Come la sua sorella maggiore Zoya, per le sue azioni, Kosmodemianski fu decorato postumo con il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica. Venne sepolto il 5 di maggio a Mosca a fianco della tomba della sorella, solo un giorno prima della vittoria e della resa incondizionata della Germania nazista.

 

 


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