Storie di Donne nella Resistenza: da il Pane bianco – Memorie di una Partigiana

La storia partigiana di Onorina Brambilla, “Sandra”, giovane milanese figlia di operai, è un coraggioso esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che dopo l’8 settembre del 1943 non esitarono a battersi per la libertà. Un memoir autobiografico, privo di accenti retorici, minuzioso nelle ricostruzioni temporali e ambientali, che ripercorre a ritmo incessante questo tragitto, cogliendo i momenti più intensi della vita di una ragazza schierata con il minuscolo ma temibile esercito dei Gap, votato alle imprese più disperate nel cuore della metropoli. Segue il dramma della prigionia a Bolzano in mano alle SS italiane a causa di una delazione e tanto agognata Liberazione, giunta il 30 aprile 1945. L’inizio di un lungo cammino che si concluderà, dopo una marcia a tappe forzate con altri compagni, attraverso la Val di Non e il passo del Tonale, in una Milano distrutta dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il suo comandante, Giovanni Pesce, “Visone”, di cui diverrà il 14 luglio 1945 la compagna di una vita. In appendice le lettere scritte durante la prigionia a Bolzano e le testimonianze inedite del suo lungo impegno politico nel dopoguerra con il sindacato. Raccolta negli ultimi anni di vita di Onorina Brambilla, questa toccante testimonianza ha il valore del documento storico, ma è al tempo stesso un poetico testamento civile dei valori che hanno animato la Resistenza in Italia.

di Tiziana Pesce (da facebook)

Oggi, nove anni, fa mia madre ci lasciava. Preferisco dedicarle queste due righe di Pizzinato, so che le farebbero piacere. In quanto a me il suo ricordo è sempre vivo, importante, dolce e sopratutto un’insegnamento che mi accompagna quotidianamente.

Dall’intervista a Antonio Pizzinato nel libro “Il pane bianco”…

“D.: Nori come approdò alla Commissione femminile della Camera del lavoro?

R.: La responsabile della Commissione femminile era la Stella Vecchio, da tutti conosciuta come Stellina. Visto che Stellina era deputato e si assentava spesso, la CGIL pensò di sostituirla con un’altra compagna.

E qui arrivò Nori. E lavorò talmente bene e con efficacia, che quando il posto occupato alla FIOM da Franca Maniacco divenne vacante, i compagni furono d’accordo nel farle subentrare Nori. Fu un periodo di notevole attività: per sei anni fu responsabile della Commissione femminile, fece parte del Direttivo del sindacato e anche del Comitato centrale della FIOM. Rimase nel sindacato fino al 1960, contribuendo in modo molto significativo alla comprensione dei problemi legati alla salute psicofisica delle lavoratrici, e all’individuazione di obiettivi concreti per affrontarli e risolverli. Tutto questo nella fase cruciale degli anni Cinquanta, nella quale si intrecciarono la trasformazione tecnico produttiva e l’organizzazione del lavoro.”

Ricordando una grande Staffetta Partigiana

di Miria Rossa (da facebook)

Onorina,Brambilla “Sandra” moglie del Comandante Giovanni Pesce,”Visone”, che ci lasciava oggi nel 2011″.

“…..tra me e Visone nacque subito una simpatia. All’epoca lui aveva il volto segnato, sempre serio, raramente lo vedevo sorridere.(…) quello che Visone mi chiedeva di fare io facevo. Dal Maggio 44 al giorno della mia cattura partecipai a tutte l’attività del terzo Gap . Ricordo i km in bicicletta o a piedi per la città, a ogni ora e con ogni tempo , col sole o con la pioggia, spesso passando con il cuore in gola in mezzo ai nazifascisti.”

Onorina (Nori) Brambilla 27-8-1923 6-11-2011

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