NO WAR: “Contro i bombardamenti sauditi in Yemen”

COMUNICATO INIZIATIVE NO WAR
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NO WAR: “CONTRO I BOMBARDAMENTI SAUDITI IN YEMEN”, SIT-IN E DIGIUNI DAVANTI ALL’AMBASCIATA SAUDITA
Il 9 e 10 aprile davanti all’ambasciata dell’Arabia saudita a Roma esponenti della Rete No War (alcuni in digiuno di protesta) manifestano  nuovamente contro i criminali bombardamenti sauditi sullo Yemen, che – con il pretesto di contrastare i ribelli houthi – uccidono civili e aiutano il propagarsi di Al Qaeda, nemica degli houthi. L’ingerenza saudita nello Stato viola tutti i principi dell’umanità e del diritto. Lo Yemen è uno Stato povero ma strategicamente importante (per il controllo dei traffici marittimi fra Mediterraneo e Oceano indiano) e là l’Arabia saudita combatte per la sua supremazia, accusando i ribelli houthi di essere foraggiati dall’Iran, il suo grande nemico.
Nel denunciare il fatto che l’attacco guidato dai sauditi hanno già ucciso 540 persone (74 bambini) e fatto 1.700 feriti, la Rete No War sottolinea anche il fatto che questa guerra contro il popolo e gli houthi sta aiutando, in Yemen, le forze più sanguinarie come al Qaeda nella penisola araba e Daesh (sedicente Stato islamico), che ha rivendicato settimane fa la strage di centinaia di fedeli in preghiera nelle moschee houthi.
Già sabato 4 aprile a Roma, la Rete No War ha convocato una PRIMA manifestazione davanti all’Ambasciata dell’Arabia saudita contro l’aggressione al popolo dello Yemen da parte della petromonarchia. E’ stata la prima manifestazione di occidentali contro quest’ultima vergogna.  
Hanno partecipato alcuni attivisti della stessa Rete. Ancora una volta, come accade dal 2011, è latitante l’opposizione sociale alle guerre che l’Asse della guerra composto da Nato e Golfo portano avanti sfasciando intere regioni (Medioriente, Africa del Nord, Africa sub-sahariana) con bombardamenti diretti oppure fomentando gruppi terroristi locali, da Al Qaeda fino a Daesh. Non ci sono abbastanza parole per condannare l’infernale politica di guerra e di sostegno al terrorismo perpetrata da decenni dai petromonarchi e dai loro alleati occidentali.
Come si legge sui cartelli della manifestazione, Rete No War chiede all’Italia che si dissoci e smetta di vendere armi al suo primo compratore: i sauditi appunto. Rete No War lancia l’idea di una giornata internazionale di azione sull’Arabia saudita – nel contesto di una netta dissociazione anche dall’operato delle altre petromonarchie e della Nato.
Rete No War denuncia il ruolo dell’Arabia saudita anche nel fomentare il terrorismo in Siria. E coglie l’occasione che intimare all’Italia di dissociarsi dalla politica di Usa e Turchia che stanno addestrando altri gruppi armati in Siria, dove la tragedia dura da quattro anni.
per Rete No War
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