Chi non lavora non fa l’ amore….

di F. Spartaco

La propaganda borghese è sempre pronta a puntare il dito contro la Cina e i suoi metodi di controllo delle nascite. Chi non ha mai sentito dire ad un amico scandalizzato: -ma lo sai che in Cina è vietato avere più di un figlio per coppia? – La rispdonne_900_nel_testoosta oggi sarebbe che non è più vero, ma ecco che in Italia succede di peggio, ed anche se il tentativo è volto ad incentivare le nascite, mentre in Cina, come sa bene l’uomo della strada, il problema è contrario, siamo a livelli che nemmeno i fascisti dei tempi d’oro potevano pensare. La combriccola renziana nonostante le facce da pesce lesso esattamente sovrapponibili a quelle del ventennio, ci è arrivata. Una completa subordinazione dalla famiglia e in particolare della fertilità della donna, ma anche dell’uomo, allo Stato è in atto, si vanvera che la fertilità è un bene comune. La questione è il fertilityday 2016. Anche Mussolini sviluppò la sua politica fascista sulla maternità e sull’infanzia, ma il colpo di genio renziano consiste nel far convivere quegli stessi (identici) precetti con la legge Cirinnà.

Perché mai un comunista dovrebbe mettersi lì a discutere di queste pagliacciate post-moderne? Il circo offre uno spunto di discussione interessante. Il motivo è il seguente: il modo di produzione capitalistico in occidente è in piena decadenza, morale quanto economica, si fa viva la necessità di un gran numero di uomini e donne che lavorino per produrre e consumare tutte le merci che questo scriteriato e anarchico sistema produce senza sosta. In Italia, ma non solo, dai primi anni ’90 si sta assistendo a una decrescita demografica, in altre parole le nuove nascite sono minori delle morti. Ne segue che il saldo di popolazione è negativo, in sostanza il popolo italiano sta lentamente scomparendo. Questo per un’economia come quella italiana è molto pericoloso. Il welfare state in un paese di vecchi non può sussistere, semplicemente perché se non c’è abbastanza gente che lavora e paga le tasse non si possono pagare le pensioni, la sanità pubblica e tanto meno si può dare da mangiare (non di certo caviale) a quell’enorme strato burocratico parassitario di politici, e dirigenti pubblici. Quindi si è distrutto questo sistema: la sanità pubblica è stata sbriciolata, l’istruzione pubblica tagliata come le pensioni e via via discorrendo tutte le politiche che da più di venti anni siamo soliti assistere, quasi senza fiatare, in questo assurdo bel paese.E poi chissà se i grillini arriveranno al potere potremmo anche liberarci dei politici mangiasoldi per sostituirli con un’élite ben più scarna e più ligia ai dettami M5S. Nel bel paese si sa: tutto è possibile.

Aver ridotto il welfare state all’osso non basta. Da ricordare è il contributo che a ciò hanno dato Prodi e Bersani (il politico più opportunista e liberista che la sinistra abbia mai avuto). Sopraggiungono violente crisi economiche, che riducono i profitti dei capitalisti. Nel momento in cui il saggio di profitto di un imprenditore diminuisce esso ha la possibilità di aumentare il numero di impiegati e operai della sua azienda in maniera che le perdite di valore pro-capite siano compensate dall’estorsione di plus-valore su più lavoratori. Faccio un esempio. Se il magnate (o manager) dispone di 10 lavoratori che producono 1000, quando il saggio di profitto scende essi produrranno 500, per rispristinare il profitto basta assumerne altri 10, ma ciò in un paese di vecchi è impossibile. Infatti, anche se non sembra, i capitalisti sanno molto bene che un uomo non può lavorare da quando nasce a quando muore ma è produttivo soltanto in un certo periodo della sua vita. In alcuni stati, come la Germania, si tenta la carta dell’immigrazione. L’alternativa per l’imprenditore è l’aumento della composizione organica del capitale, ovvero l’acquisto di nuove tecnologie con la conseguente robotizzazione delle industrie.

In Italia, numerosi settori agricoli e industriali sono sostenuti dai migranti. Con buona pace dei leghisti e dei neo-fascisti (ormai superati da sinistra dal nuovo Duce fiorentino) se non ci fossero gli immigrati ci saremmo già estinti, saremmo già morti di fame. Essi, infatti, costituiscono il miglior bacino in cui un capitalista può pescare; sono disposti ad essere pagati meno della metà di un autoctono, la maggior parte di loro non conosce l’attività sindacale e sono purtroppo abituati a sopportare le peggiori torture. Spesso sono soli in un paese straniero e possono lavorare anche 12 ore al giorno, tutti i giorni senza ferie, e se qualcuno si ammala o viene ucciso sul posto di lavoro basta prenderne un altro “che tanto nessuno se ne accorge”. Molti di loro hanno anche studiato più di quanto abbiano fatto molti italiani o tedeschi, in Germania sono ricercatissimi gli ingegneri siriani: intelligenti, capaci e disperati quanto basta!

Continua però ad esserci il problema, e le audaci menti che ci governano se ne accorgono solo dopo vent’anni. Il tasso di riproduttività dei migranti si configura velocemente con quello europeo,ovvero le donne immigrate in pochissimo tempo diventano fertili tanto quanto quelle autoctone. Con il risultato che fra qualche anno i migranti saranno finiti, morti sotto le bombe, annegati nel mare o assimilati dal paese che gli da lavoro senza aver fatto abbastanza figli, di conseguenza non ci saranno più persone da impiegare o schiavi da deportare. Ovviamente questo ragionamento sembra cozzare con la realtà dei fatti, soprattutto sui dati che ogni giorno si leggono sulla disoccupazione, al di là dalle false dichiarazioni dei piddini. Invece no, tutto fila. La forza-lavoro nel modo di produzione capitalistico è una merce, in questo sistema il prezzo delle merci è fissato dalla legge della domanda e dell’offerta. Se aumenta l’offerta di forza-lavoro ne diminuisce il prezzo. Dio solo sa quanto farebbe comodo ad un capitalista in crisi acquistare più forza-lavoro ad un prezzo più basso, non ci dorme la notte perché questo possa avvenire. Così si capisce che nonostante i capitalisti abbiano bisogno di più forza-lavoro, per non far aumentare il prezzo di quest’ultima vanificando gli sforzi che li porterebbero a far quadrare i conti, c’è la necessità di un elevato tasso di disoccupazione. Marx racchiude questo concetto nel famoso “esercito di riserva del capitale”. Un’elevata disoccupazione assicura la stabilità dei salari (bassi ovviamente).

Siamo quindi al controllo delle nascite. È necessario che domani ci siano abbastanza persone che lavorino ed altrettante disoccupate: due piccioni con una fava, tanta scelta a prezzi bassi. Per far ciò i lungimiranti hanno individuato due strade, quella più “naturale” (non v’inganni la parola) e quella più industriale, la prima è la riproduzione attraverso l’accoppiamento di un uomo ed una donna fertili (che è la più economica), la seconda è l’utero in affitto o la riproduzione di uomini e donne non fertili. Le strade si differenziano solo ideologicamente ma entrambe vengono usate dal capitale per raggiungere il medesimo obiettivo: l’aumento della quantità di forza-lavoro disponibile in futuro. La strada “naturale” presuppone l’affermazione ideologica della famiglia tradizionale, quella che i maestri artisti del medioevo, e non solo, hanno saputo così bene rappresentare: la “Sacra famiglia” Padre, madre e figlioletto. E’ in questa logica cattolica che si muove il fertilityday 2016, tirandosi addosso le peggiori critiche, persino da Saviano che conferma di non essere alle dirette dipendenze di Renzi ma bensì di rispondere agli stessi padroni e si sta esercitando a saltare giù dal carro dello sconfitto.

Il tutto è perfettamente evidenziato dal giochino che è stato reso disponibile sul sito, uno spermatozoo di un bell’azzurro (macho ma simpatico) deve evitare mille ostacoli che ne minerebbero la sua potenza riproduttivaper raggiungere un meraviglioso ovulo rosa con lunghe ciglia sgargianti, di una femminilità che Marylin Monroe ne sarebbe invidiosa. Non vorrei esagerare ma anche la vergine Maria potrebbe cedere a sentimenti non degni difronte a quest’uovo. E’ la definitiva affermazione della famiglia etero, non si sa mai che i cattolici aiutino Renzi a superare l’agitazione per il referendum. Nel modo di produzione capitalistico i sistemi di governo devono, infatti, cedere alla logica del capitale quando ci sono elezioni in vista, ovviamente il cedimento è sempre a livello ideologico: lo sfruttamento dei lavoratori sussiste ma si fanno piccole concessioni, ogni tanto si comprano i cattolici e ogni tanto la comunità LGBT come avvenuto nel caso della legge Cirinnà e del referendum NoTriv. Ogni tanto fa comodo Saviano ed ogni tanto qualche arcivescovo. Dico cedimento perché è ovvio che al capitale la “Sacra famiglia” non interessi più, essa è un coacervo di legami che sfuggono alle leggi di mercato che ci vogliono come delle monadi, atomi indistinguibili gli uni dagli altri. Se eliminata o surrogata è meglio.Il problema del consenso è importante e a Renzi non resta che la Chiesa, è il caso di dire che non sa più a quale Santo votarsi.Mentre il popolo italiano pensa di essere diviso in autoctoni e stranieri, in cattolici e mussulmani, etero e gay il capitale fa i suoi affari, comprando ogni tanto gli uni e ogni tanto gli altri.

Magari è il momento di dire che se non si fanno più figli è perché gli uomini diventano sterili sui posti di lavoro, mentre le donne sono stressate ed oppresse non più  solo dietro ai fornelli ma anche in ufficio o in fabbrica. A pochi viene in mente che se non si ha un lavoro ed una casa non è possibile nemmeno pensare ad un figlio, del resto uomini e donne trentenni sono ancora figli amorevolmente mantenuti dai propri genitori. Come diceva un vecchio ritornello “chi non lavora non fa l’amore”. Mentre a nessuno viene in mente che questo sistema economico è un modello di sviluppo che non è più sostenibile né dalla natura né dall’uomo che ogni giorno lo riproduce dimenticando di riprodurre se stesso. A tal proposito forse è utile ricordare che la famiglia è una determinazione storica, si evolve e cambia nel corso dei secoli e non ne vale la pena dividersi sulla questione ma sarebbe più opportuno dividersi tra “sfruttati” e “sfruttatori”, proletari e borghesi. Solo in questo modo sarà possibile portare avanti le lotte per l’emancipazione dell’uomo come della donna, della famiglia e dei popoli.

 

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