Una piattaforma web per sconfiggere le mutilazioni genitali femminili

Sono più di 200 milioni nel mondo le donne che convivono con le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili, 3 milioni le bambine a rischio ogni anno, circa 500.000 nella sola Unione europea. A dare i numeri è l’Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos), da anni impegnata nella tutela dei diritti fondamentali, e che quest’anno, in occasione della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili che ricorre il 6 febbraio, presenta uno strumento innovativo, una piattaforma web europea di formazione appena nata e dedicata proprio al contrasto delle mutilazioni genitali femminili.
Stando agli ultimi dati Istat, in Italia le donne provenienti da paesi con tradizioni che includono le mutilazioni genitali femminili sarebbero 161.457 e rappresentano il 6,1% sul totale delle straniere. Nel 2010 erano 57.000 le straniere tra i 15 e i 49 anni con mutilazioni genitali a vivere in Italia. Tra le comunità maggiormente colpite, quella nigeriana (circa 20.000 donne con mutilazioni genitali, il 35,5% del totale delle donne con mutilazioni genitali presenti in Italia), seguita da quella egiziana (circa 18.600 donne con mutilazioni genitali, il 32,5% del totale) e poi da Corno d’Africa (15%), Etiopia (5,5%), Eritrea (4,9%) e Somalia (4%)[1].
“Soddisfare le esigenze delle donne e delle ragazze che hanno avuto a che fare con mutilazioni genitali richiede che il sistema di accoglienza, sanitario, sociale, legale, giudiziario così come i sistemi di istruzione e di comunicazione degli stati europei offrano servizi di alta qualità e accessibili” spiega Aidos. “Serve una formazione accurata e adeguata. La piattaforma europea in otto lingue è uno strumento di apprendimento e interazione gratuito attraverso percorsi tematici che offre webinar, dibattiti on line e consultazioni tra professionisti/e di vari settori”.
Quello che la piattaforma si propone di fare è proprio di fornire informazioni facilmente accessibili sul fenomeno, favorendo un approccio sensibile al genere, aumentando le conoscenze ed evitando la stigmatizzazione da parte dei media, oltre a rafforzare le competenze di professionisti e professioniste che in tutta l’Unione lavorano per garantire sostegno e protezione a donne e bambine sottoposte a mutilazioni genitali. Uno strumento che è stato pensato come multilingue e multiculturale, punto di raccordo e aggiornamento sulla situazione di 11 paesi europei a ognuno dei quali sarà associata una pagina dedicata.
Insieme per porre fine alle mutilazioni genitali femminili è il nome della piattaforma che sarà presentata in anteprima a Malta il 3 febbraio e in Italia il 6 febbraio proprio da Aidos, e con il patrocinio del Dipartimento Pari Opportunità, presso la sede della Fondazione Giacomo Brodolini, editore di inGenere, in Via Solferino, 32 a Roma, alle ore 11.00.
A presentare il progetto ci saranno Clara Caldera di Aidos, il Dipartimento Pari Opportunità, Francesco Di Pietro dell’Associazione per gli Studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), l’Alto commissatiato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), Lale Say dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Coordinerà la giornalista Emanuela Zuccalà.
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