Verso l’assemblea nazionale a Bologna: presentazione delle aree tematiche — Non una di meno

Negli ultimi anni le immense mobilitazioni planetarie delle donne e lo sciopero femminista hanno reso evidente che la violenza maschile e di genere è un fattore strutturale della società globale. In ogni parte del mondo, questa violenza è la risposta brutale a ogni pretesa di libertà e di riscatto avanzata dalle donne e da chiunque rifiuti di essere un oggetto silenzioso e passivo di violenza. Questa violenza assume forme diverse, attraversa le case e i luoghi di lavoro, la famiglia e le istituzioni ed è una violenza sociale, perché sostiene e garantisce la riproduzione delle gerarchie su cui si regge complessivamente l’ordine neoliberale.In Italia, l’attacco alla Casa internazionale delle donne, la precarietà degli spazi femministi, il Ddl Pillon, le logiche securitarie alla base delle recenti politiche istituzionali, l’attacco strumentale ai Gender Studies e alle proposte educative volte a valorizzare le differenze, la narrazione vittimistica e stereotipata hanno come obiettivo quello di rendere drasticamente più difficile rifiutare la violenza per le donne e le soggettività LGBTQIA+ che la subiscono e che non sono più disposte ad accettarla. Il nuovo decreto sicurezza proposto dal Ministero degli Interni, in continuità con le misure adottate dal precedente governo, intende ridurre le possibilità di ottenere la protezione umanitaria per donne e uomini migranti e privarli anche dei minimi servizi sociali: così la violenza e gli stupri subiti dalle donne da una parte e dall’altra del confine sono completamente legittimati. Di fronte a tutto questo, Non Una di Meno ha il compito di mettere in campo una risposta politica forte ed espansiva.

Come possiamo coordinare e dare visibilità dentro a una comune cornice politica globale alle molteplici iniziative – nei centri antiviolenza e nelle scuole, nelle città e attraverso i confini – che quotidianamente sfidano l’ordine patriarcale?

Come possiamo – anche in vista del 25 novembre e dello sciopero globale – declinare il nesso tra la violenza patriarcale e quella sociale di fronte all’attacco a cui assistiamo ovunque?

Come organizziamo una difesa collettiva degli spazi femministi contro gli strumenti giuridici e la repressione istituzionale all’insegna dell’”ordine e del decoro”?

Partendo dall’assunto che il diritto non è neutro, come organizziamo la nostra lotta di fronte a proposte di legge che colpiscono direttamente le donne e tentano di cancellare le conquiste ottenute in decenni di lotte femministe, senza farci strumentalizzare dentro opportunistiche iniziative di opposizione anti-governativa?Come diamo voce e potere al nostro discorso sull’educazione alle differenze e alla sessualità libera a tutti livelli della formazione?

Metodologia:

si propone un’articolazione di quest’area per sottogruppi:

*Gli spazi femministi e transfemministi esistono e resistono – spazi e pratiche sotto attacco.

*norme antifemministe e violenza nei tribunali – (in part. campagna contro il ddl Pillon)

*educazione e narrazione contro gli stereotipi di genere

Le aree tematiche:migranti-sciopero1

AUTODETERMINAZIONE E SALUTE

ANTIRAZZISMO E LOTTE MIGRANTI

LAVORO E WELFARE

riGENERIamociLIBERAmente

salute1

 

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