Oliviero Diliberto (Direttore, parte italiana, Centro Studi Giuridici Italo-Cinese): “Memorandum non è che l’inizio”.

https://www.agenpress.it

Oliviero Diliberto sottolinea come quello del 23 marzo a Roma, tra il presidente Giuseppe Conte e il presidente cinese Xi Jinping, per la ratifica dell’accordo che include l’Italia nel progetto strategico denominato Nuova Via della Seta sia un incontro che “consta di 29 accordi: 10 accordi commerciali tra i rappresentanti di aziende dei due Paesi per un valore complessivo di 2,5 miliardi, con un potenziale volume di affari di 20 miliardi, e 19 accordi istituzionali sottoscritti dai rappresentanti dei ministeri corrispondenti”. Per Diliberto “L’Italia è il primo (sinora l’unico) Paese del G7 ad aver aderito all’accordo globale proposto dalla Repubblica Popolare Cinese: riguarda i porti (ad esempio, i porti di Genova e di Trieste diventeranno importanti terminali in Europa della Via della Seta), linee ferroviarie, strade e corridoi marittimi, telecomunicazioni, reciprocità nell’accesso agli appalti di opere pubbliche, vantaggi fiscali

Ma si tratta anche di un accordo complessivo di natura culturale: due gemellaggi (città di Verona e Hangzhou; Associazione per il patrimonio dei paesaggi viti-vinicoli del Monferrato, nella regione italiana del Piemonte e l’analoga Associazione cinese per la produzione del riso dello Yunnan).

Anche la Rai – prosegue nell’analisi l’ex ministro della Giustizia – ha firmato un memorandum con la China Media Group; l’Agenzia Spaziale Italiana con la China National Space Administration. Ancora. È stato firmato un accordo per la valorizzazione dei siti Unesco, considerando che Cina e Italia vantano il primato nel mondo di questi siti considerati “patrimonio dell’umanità”. Così, sono stati approvate anche collaborazioni in ambito scientifico, medico-farmacologico, tecnologico e dell’innovazione, e accordi concernenti la prevenzione dei furti e del traffico illecito di beni culturali: è prevista la restituzione di 796 reperti archeologici cinesi che si trovano illegalmente in Italia.

Insomma, un evento storico che non è accaduto senza contrasti. L’Unione Europea, e soprattutto gli Stati Uniti d’America, hanno cercato di indurre l’Italia a non firmare. Con motivazioni evidentemente solo politiche, in chiave dichiaratamente anti-cinese, e dunque profondamente sbagliate: perché per l’Italia questo accordo con la Cina è estremamente vantaggioso ed importante.

L’attuale governo italiano, anche se con diverse opinioni al suo interno, ha ritenuto invece di sottoscrivere gli accordi. È stata una scelta saggia, coraggiosa ed utile per l’Italia, ed al contempo vantaggiosa anche per la Cina. Una scelta importante economicamente, ma anche e soprattutto politicamente: l’Italia ha assunto infatti una posizione internazionale politicamente autonoma rispetto agli Usa. Capita molto raramente: dunque, questa posizione va salutata con grande soddisfazione”.Diliberto cita in ultimo un “lungo e importante articolo” pubblicato sul Corriere della Sera scritto proprio dal presidente cinese Xi, che ricorda “che uno dei motivi che rendono Cina e Italia simili tra loro è che entrambi i Paesi sono contemporaneamente rivolti verso il futuro, ma anche ricchi di un glorioso passato. Stili di vita che integrano «antico e moderno, classicità e innovazione». Il Presidente Xi ha ricordato come l’antica via della seta già collegasse la Cina e l’impero di Roma antica. I due imperi più grandi della storia del mondo, dunque, già si parlavano, commerciavano e si stimavano sin dall’antichità. il Presidente cinese ha parlato di «partenariato strategico globale bilaterale».

Questo accordo di «partenariato strategico globale bilaterale» (parole del Presidente Xi) sta già esercitando una profonda influenza in Italia: e il riferimento, molto preciso e continuo, del Presidente Xi proprio al passato della Roma antica rende orgogliosi coloro che oggi, tra Italia e Cina, collaborano nel campo del diritto: il Centro Studi Giuridici Italo-Cinese, con sede a Roma (Università la Sapienza) e a Wuhan (Zhongnan University of Economics and Law), sta promuovendo, ormai da anni, la reciproca conoscenza delle due antichissime ed importantissime culture, a partire appunto dal diritto. il nuovo codice civile cinese, la cui stesura si sta per completare, ha infatti una impostazione certamente originale, frutto del lavoro prezioso dei dirigenti e dei giuristi cinesi, ma ha una base solidamente collegata proprio al diritto romano.

Inoltre, presso la Sapienza di Roma esiste oggi la più grande biblioteca giuridica cinese del mondo, fuori dalla Cina. Molti scambi avvengono tra docenti di entrambi i Paesi ed io stesso ho il privilegio e l’orgoglio di essere professore “Wenlan” presso la Zhongnan (Zuel) di Wuhan, già citata. Con la recente firma del Memorandum un primo – storico – passo è stato fatto. Non è che l’inizio”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...