La 194 non si tocca! La difenderemo con la lotta!

da Redazione

Non bastavano i medici obiettori di coscienza, che sono da tempo ormai la maggioranza, ora procede l’infame operazione di destra di ledere completamente i diritti delle donne.

Dopo i paletti messi alla RU486, la pillola abortiva che non può più essere somministrata nei consultori  la Regione Piemonte assesta un altro colpo all’interruzione volontaria di gravidanza nei Consultori e, tra i requisiti richiesti alle organizzazioni e associazioni che possono operare nei servizi di tutela materno-infantile delle Asl, dispone che tutte debbano fare riferimento ai principi pro-vita. In questo modo, la Regione Piemonte ostacola ancora di più ogni donna che vuole interrompere la gravidanza perché, sebbene formalmente la Legge 194 consenta il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, complice la burocrazia e la carenza di personale medico nelle Asl. I Consultori, che penano per i pochi finanziamenti e la riduzione di personale, hanno un ruolo importante sui territori e devono tornare a essere luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni e scelte sessuali, e soprattutto accessibili. 

Regioni come il Piemonte, il Veneto, le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Friuli stanno realizzando un disegno politico repressivo, rendendo le procedure per l’accesso all’aborto sempre più complesse, ampliando l’obiezione di coscienza, istituendo vincoli di ospedalizzazione per la somministrazione della RU486 e divulgando, attraverso gli stessi enti pubblici, una propaganda antiabortista. 

Tutto è partito da un testo presentato dall’assessore agli affari legali Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia, il quale ha proposto di aprire – con finanziamenti pubblici quindi soldi nostri – sportelli gestiti dalle associazioni pro-vita. Associazioni contrarie alla 194, col compito di accogliere le donne decise ad interrompere la gravidanza, per dissuaderle. È stata già inviata alle ASL, la determinazione per il bando finalizzato alla redazione dei nuovi elenchi delle organizzazioni e delle associazioni, che potranno operare nei servizi di tutela materno-infantile, tra cui i consultori. Tra i requisiti richiesti, si fa infatti riferimento alla “presenza della finalità di tutela della vita fin dal concepimento e/o di attività specifiche che riguardino il sostegno alla maternità e alla tutela del neonato”.

Un aggiornamento, preso dalla DGR n.21-807 del 2010 della Giunta di centrodestra guidata dal leghista Roberto Cota. Questa, introdusse il “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”. In quel frangente tuttavia, le associazioni della Casa delle Donne  si opposero, presentando ricorso al Tar. Il Tribunale Amministrativo Regionale infatti, annullò il protocollo limitatamente alla parte in cui si specificava che, tra i requisiti minimi richiesti agli enti no profit per l’iscrizione agli elenchi dell’ASL, doveva esserci la finalità di tutela della vita fin dal concepimento.

Contro le decisioni della Regione Piemonte che consentono alle organizzazioni anti-abortiste di entrare in ospedali e consultori, si è tenuta ieri a Torino una significativa bella manifestazione organizzata dalle associazioni femministe e di cui riporto alcune immagini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...