25 Aprile 2022 – Ora e sempre Resistenza!

Pubblico la Nota del Dipartimento Comunicazione Nazionale PCI.

Il Partito Comunista Italiano ribadisce il proprio impegno nello schierarsi contro la deriva bellicista e violenta di NATO, UE e del governo Draghi. In occasione della Festa della Liberazione vogliamo ricordare i valori della Resistenza antifascista che sono stati impressi nella Costituzione repubblicana, nella forma del ripudio di ogni forma di guerra. Come comunisti, quindi eredi dell’esperienza della Resistenza, invitiamo tutte e tutti ad opporsi alla folle corsa alle armi voluta dal capitalismo a spese della classe lavoratrice. Il 25 aprile mobilitiamoci! Fermiamo la guerra e il traffico di armi! Per un antifascismo militante e realmente pacifista!

Da Falcerossa.

Devo dire che, personalmente, mi costa sfilare nello stesso corteo con chi ha violato la Costituzione Italiana che ripudia la guerra mandando le armi in Ucraina, ma capisco che un partito come il mio che tanto ha dato alla Resistenza Italiana non può lasciare il corteo a “quella gente”. Noi siamo figli e nipoti dei Partigiani, di quei ragazzi e ragazze che hanno combattuto il fascismo e il nazismo e lo hanno VINTO.

Anche se oggi sembra che tutto sia stato inutile, oggi che si confonde il nazismo dell’Ucraina con la Resistenza Antifascista. I nostri padri che li hanno combattuti si stanno rivoltando nella tomba! Non lasciamo i cortei del 25 Aprile in mano a chi ha cercato di violentare la Resistenza Italiana attaccando persino l’Anpi, e come tutti gli anni passati, tirerò fuori il fazzoletto rosso di mio padre, Brigata Garibaldi, e la fotografia della sua Banda è sempre lì sulla libreria!

Quindi andiamo, perché il 25 aprile è nostro e non lo lasciamo a nessuno!

Questo nostro 25 aprile

di Dario Ortolano

Quest’anno il 25 aprile, Festa della Liberazione, cade, come ricorrenza storica ed attuale, in circostanze internazionali che ne mettono a dura prova la tenuta, in termini di valori e di concezioni del mondo, tanto da vedere le forze che ne furono protagoniste, nel lontano 1945, a determinare la vittoria sul nazifascismo, sui campi di battaglia della seconda guerra mondiale, e nel sancirne la sconfitta, con l’occupazione di Berlino, da parte della Armata Rossa della Unione Sovietica, ormai schierate su fronti opposti, nella guerra in corso della NATO e dell’imperialismo USA ed UE, contro la Federazione Russa, che si sta combattendo sul territorio dell’Ucraina, tanto da dover aggiornare, anche se non da oggi, la mappa degli schieramenti e degli obbiettivi, da ciascuno perseguiti. Non da oggi, certamente, perché l’unità democratica ed antifascista che aveva contraddistinto lo schieramento di lotta contro il nazifascismo, durante la seconda guerra mondiale, venne, ben presto, rotta, dalla cosiddetta ” guerra fredda “, che poi tale propriamente non fu, in molteplici circostanze, scatenata, a livello internazionale, dall’imperialismo USA, contro l’Unione Sovietica, i Paesi socialisti ed il movimento di lotta di liberazione nazionale dei popoli dal giogo del neocolonialismo e dall’imperialismo USA, fin dal 1947, con la conseguente cacciata, a livello nazionale, dai governi dei Paesi europei occidentali, dei comunisti e delle forze di sinistra.

Questo fu il primo passo, verso la ricollocazione di ciascuno schieramento internazionale, nel suo tradizionale alveo e nella propria tipica collocazione, derivante dalla propria identità. L’imperialismo USA, come nuovo capofila dello schieramento imperialista internazionale che, prendendo il posto del nazifascismo, si presentava come avversario del socialismo e delle lotte dei popoli per la propria liberazione nazionale dal colonialismo e dall’imperialismo. L’Unione Sovietica, I Paesi socialisti, nati nell’est europeo e dalla vittoria della grande rivoluzione popolare cinese, come portatori di una prospettiva di emancipazione politica, economica, sociale, culturale e militare, dall’ordinamento dominato dall’ imperialismo e dal neocolonialismo stesso. Non fu una divisione ed una rottura di poco conto, in quello che era stato lo schieramento internazionale antifascista, durante la seconda guerra mondiale, anche perché, fin da allora, da parte dello schieramento imperialista e neocoloniale, il nazifascismo venne sdoganato ed utilizzato contro il socialismo e le lotte per la libertà dei popoli. Ne furono testimonianza la copiosa mole di colpi di Stato reazionari, perpetrati contro legittimi governi democratici di svariati paesi, e, nel nostro Paese, la cosiddetta ” strategia della tensione “, in chiave anticomunista ed antipopolare, con i suoi terrificanti effetti, in termini di morti e feriti. Si giunse, infine, negli anni ‘ 89/91, allo scioglimento dell’URSS e del suo sistema di alleanze, con le ” garanzie ” date dai leader dei paesi capitalisti occidentali, a Gorbaciov, e successivamente ai leader della neonata Federazione Russa e della Unione di Stati indipendenti, che ” mai ” l’ organizzazione della NATO, si sarebbe mossa ad inglobare, nel proprio interno, gli Stati ed i governi dell’est europeo, operando poi, in senso totalmente opposto, giungendo anzi a porre tale adesione come condizione per i paesi che dimostravano interesse alla Unione Europea ( UE ), a significare, per chi avesse ancora dei dubbi, lo stretto legame fra NATO e l’imperialismo USA ed UE.

Così, negli ultimi trent’anni, la NATO è passata da 14 a 30 membri, giungendo sui confini della Federazione Russa, con la candidatura posta di adesione, da parte dell’ Ucraina, con il precipitare della cosiddetta ” crisi ucraina “, che vede oggi contrapposte, nell’attuale conflitto, la NATO e la Federazione Russa. Che cosa è rimasto, negli ultimi oltre settanta anni, che ci separano dalla fine della seconda guerra mondiale, del comune bagaglio di valori antifascisti, che furono alla base della conduzione di quel conflitto, e della vittoria, in esso, comunemente conseguita ??!!

Nulla, perché l’antifascismo e lo spirito profondamente democratico e popolare che lo animarono, hanno, da tempo, mutato collocazione, facendo parte del bagaglio politico e culturale delle forze politiche e sociali, i comunisti, i lavoratori e lavoratrici innanzitutto, che continuarono la battaglia per la emancipazione politica, economica, sociale e culturale del mondo del lavoro, nel suo insieme, contro ogni forma di sfruttamento ed oppressione sociale e per un mondo multipolare di pace, mentre, chi ingaggiò, fin da subito, dopo la fine della seconda guerra mondiale, la lotta per il proprio dominio del mondo, non ha esitato, anzi ha sistematicamente utilizzato, il fascismo, nella sua lotta contro i popoli e gli Stati che lottavano per la propria libertà, sovranità ed indipendenza nazionale. E così è avvenuto ed avviene, ancor oggi, nell’ambito degli sviluppi della ” crisi ucraina “. Ecco perché, in vista del prossimo 25 aprile, nel nostro Paese, e del prossimo 9 maggio ” Festa della Vittoria contro il nazifascismo “, spetta particolarmente a noi comunisti, ed a tutti i popoli e Stati che hanno lottato, ed ancor oggi lottano, con coerenza e determinazione, per la propria libertà, sovranità ed indipendenza nazionale, impugnare, alta e gloriosa, la bandiera dell’antifascismo, per cui morirono, sui campi di battaglia della seconda guerra mondiale, decine di milioni di uomini e donne, fra cui 30 milioni di sovietici, nella speranza di un mondo nuovo, fondato sulla giustizia e la libertà, sovranità e solidarietà fra popoli, per la pace, in un mondo multipolare e di progresso.Questi sono, e resteranno sempre, i nostri valori, dei comunisti e dei popoli in lotta, per la propria liberazione, per la democrazia e la pace, per cui merita continuare a lottare, oggi come ieri, fino alla vittoria !!!

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