Canti politici. Al belpaese guasto

Poesie di Maria Carla Baroni tratte da CANTI SCELTI

AL BELPAESE GUASTO

Belpaese guasto

di arte in rovina

e paesaggi sfregiati

discariche cemento

fabbriche di veleni e morte

traffico incessante

vuoti edifici a trafiggere il verde

rive rocce e spiagge

frantumate sponde

di fiumi incapsulati

morsi di ruspe impazzite

autostrade su terre frananti

boschi e rifiuti alle fiamme.

Belpaese guasto

per secoli servo

a pezzi svenduto

poveri alle mense in lunghe file

paludi immense di corruzione

strade e banche di mafia e sangue

stragi di Stato.

Oscurità stagnante

di troppa gente che non vede

non parla non agisce

non ancora popolo.

1968 1 marzo Roma Inizio degli scontri a Valle Giulia, facoltˆ di Architettura

AI  TEMPI  DELLA  SINISTRA  EXTRAPARLAMENTARE

Lunghe riunioni serali

in scantinati gelati

per organizzare un sogno

di libertà dal bisogno

e di consapevoli scelte

per tutti e tutte.

STRAGE

Piazza di popolo

volti d’ira e di dolore.

Hanno ucciso un giudice

che combatteva la mafia

una giudice contro

gli sfruttatori di bambini

tre giovani carabinieri

e un poco di ognuno di noi.

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SCIOPERO  GENERALE

Nel pallido sole d’ottobre

fuochi di rosse bandiere

giovani volti di speranza

in piazza

anche per i molti avvolti

nella nebbia oscura

della non coscienza.

MUTAZIONE  dal  P.C.I  AI  D.S. 

Pur con  paure e chiusure

il partito era un tempo

progetto di cambiamento

identità e speranza.

Nel volgere degli anni

il partito ha proseguito a svolte

cambiando pelle carne e cuore

dalla lotta di classe

al mercato sovrano.

Sottomesso ormai

all’offensiva del capitale

marea che travolge

le nostre forme di rappresentanza.

Essiccate le sezioni

linfa diffusa

che innervava città e paesi.

Ora non può bastare

difendere le conquiste sociali

dei tempi andati

attanagliate

dalla globalizzazione montante.

Ritrovare

valori per cui lottare

il senso dell’agire collettivo

per una vita che non sia più merce.

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FABBRICHE  DISMESSE

Transeunti cattedrali

dell’arte industriale

di generazioni di operai

di fatica

malattia

identità di classe.

1998

Susseguirsi di centenari

e cinquantenari

in quest’anno di fine millennio.

Passi nel cammino della Storia

in itinerari di liberazione

lastricati di sangue.

Dall’editto di Nantes

per la libertà di culto

al Manifesto del Partito Comunista

per la libertà dal bisogno

alle cannonate di Bava Beccaris

contro gli operai milanesi

che chiedevano pane a prezzi più bassi.

Celebrazioni di lotte

contro potentati invasori

dalle Cinque Giornate di Milano

all’India dai molti popoli

liberata dalla Grande Anima di un saggio

all’avvio dello Stato di Israele

che ha donato un paese

a un popolo disperso

e trucidato su multiformi roghi

iniziando la tragedia

del popolo di Palestina.

Anno dell’accordo di pace

nell’Irlanda del nord

massacrata da invasori

di un altro cristianesimo.

Ancora si aggira necessario

l’inno di lotta e di speranza

cantato dalle rosse bandiere

nelle contrade del mondo

per le altre libertà da conquistare.

STATI  VEGETATIVI   PERMANENTI

Duemila corpi

essiccati

ingialliti

trafitti da tubi artificiali

morti

abbandonati

inerti

negli ospedali.

Per giochi di potere

usati.

CASA  DI  RIPOSO

Blocco di cemento

brulicante di vecchi all’ammasso

e di fronte

l’impresa di pompe funebri.

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LA  GUERRA  DEL  GOLFO

Per liberare il petrolio degli emiri

le armate Usa hanno lasciato

una terra di pozzi brucianti

l’aria annerita di fumi

un grande fiume inquinato e morente

e trecentomila morti.

ALLA  FOTO  DI  UN  VOLONTARIO

Diciassett’anni

un volto ancora tondo

di bambino

apparso sui nostri giornali:

un volontario nordamericano

alla guerra del Golfo.

Ti avranno esaltato

per farti partire

l’onore la patria la gloria

l’avventura la virilità

o parlato di arabi incivili.

Sempre sbandierata

una buona paga.

Bambino violentato

e comprato

anche se non ucciderai

anche se non sarai ucciso

una parte di te sarà la morte.

1-7

ISRAELE  CONTRO  GAZA

Pioggia immensa di bombe

lungo assedio di fame

Gaza sventrata divelta

sangue polvere pianto

per rovesciare un governo eletto

sterminare un popolo solo.

LA  CAMPANA DI  ROVERETO

Dalla Madre Terra estratti metalli

con i metalli furono fusi cannoni

dai cannoni fu tratta una campana.

Una campana di pace ora risuona

contro tutte le guerre del mondo.

VENTRE SVENTRATO

Ventre sventrato della Madre Terra

per erigere falli di cemento armato

innalzare inceneritori

fumanti tumori e leucemie.

SUI  TETTI  E  SULLE  TORRI

Operai sui tetti

immigrati sulle torri

muti

gridano al cielo

il dolore e il furore

perché sulla terra

il potere li ascolti.

A  VOI  CHE  VENITE  DA  TERRE  LONTANE

Avete lasciato

terre di sole e di grande bellezza

distrutte

dal colonialismo di ogni tempo

terre di fame guerre malattie

di acque coste foreste violate.

Nell’ Europa

dell’antica sapienza greca

– con gli schiavi per produrre –

e della carità cristiana

– con stragi nel mondo intero –

avete trovato

i lavori  più faticosi e ingrati

in campi e officine

sottopagati

o l’accudire i nostri vecchi malati

soffrendo per i vostri lontani

il dormire dieci in una stanza

lavare vetri di auto

in cui trovare talora

scaglie di un più pallido sole.

SGOMBERI

Rom e immigrati

scaglie di secca pelle

da spazzare via dal corpo

della speculazione immobiliare.

MARI E MURI

L’Europa una volta opulenta

dominatrice del mondo

ora s’immura

contro le figlie e i figli

delle genti un tempo depredate.

Ove non sono mari

a lasciar morire annegati

o spiaggiati

si ergono muri

contro uomini donne bambini

in fuga da una diversa morte.

IL  LAVORO  NELLA  GLOBALIZZAZIONE

Deserto di diritti negati

orari allungati a dismisura.

Nelle fabbriche ritmi incalzanti

turni che massacrano la vita

anche a produrre strumenti di morte.

Vite strinate

prima di essere uccise.

Negli uffici spazi aperti al controllo

o isolati scranni di comando.

Sempre competizione imposta.

Come e quando il lavoro

scintilla di ogni sé individuale

per produrre cura del mondo

e degli umani?

NUOVO DILUVIO UNIVERSALE

Capitalismo diffuso

per ora vincente

– vittoria di morte –

diluvio che dilava

e dissolve

vite relazioni saperi

foreste e ambienti

dell’azzurro pianeta rotante.

Terra devastata

guerre e desolate rovine

inquinamento

spalmato cemento

schiavitù rivisitata.

AL COMPAGNO MARCO

Quattrocentottanta euro

per vivere un mese

ti passava il Sistema

compagno Marco

compagno comunista

operaio

malato

pensionato

morto.

VISIONE

Il mostro Potere ammansito

diluito sulla fertile terra

brunito in piccole fiamme

creatrici di bene

nelle mani nella mente nel cuore

di piccoli gruppi di umani.

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