Lettera aperta al Coordinamento Eurostop sul 16 gennaio 2016

64875_1392142688870_671851_nLavoriamo in modo unitario nella campagna contro la guerra

Cari compagni/e,

penso che in relazione alle iniziative per il 16 gennaio dobbiamo puntare molto sull’articolazione locale, che smuove più gente e più forze. Oggi i compagni si spostano di meno da una città all’altra , anche per ragioni di costi. E la ricostruzione di un movimento contro la guerra non testimoniale ma con basi di massa (relative) passa necessariamente per la costruzione di Comitati contro la guerra sui territori e nelle scuole, cercando di coinvolgere anche settori del mondo del lavoro.

Penso che il Coordinamento che propone il 16 gennaio dovrebbe chiedere subito un incontro al Comitato NO guerra NO Nato per co-promuovere e lavorare insieme alle iniziative di gennaio e oltre.
Penso che dobbiamo lavorare per evitare ogni divisione artificiosa del movimento anti Nato e anti guerra.

Così scrivete nella proposta di piattaforma per il 16 gennaio:

“Vorremmo fare del 16 gennaio un appuntamento comune di mobilitazione di tutte le forze autenticamente e rigorosamente contro la guerra. Anche se su altri temi ci possono essere e ci sono valutazioni e proposte diverse, pensiamo che chi è davvero contro la guerra dovrebbe manifestare comunque assieme.

Per questo proponiamo che il 16 gennaio sia una giornata di mobilitazione di tutti coloro che, lo ripetiamo, rifiutano comunque la guerra ed il coinvolgimento dell’Italia in essa. Questa mobilitazione può avvenire in iniziative comuni, che noi proponiamo in particolare a Roma, ma anche con iniziative differenziate e solidali tra loro , l’importante è far sentire forte la voce di chi, dopo 25 anni, dice basta.

Sulle modalità di organizzazione della mobilitazione in modo che tutto il pluralismo della mobilitazione sia rappresentato, siamo interessati a confrontarci quanto prima, non abbiamo alcun interesse a definire supremazie su un tema così importante”.

Prendiamo in parola queste enunciazioni e operiamo di conseguenza, anche al fine di gettare un ponte tra le diverse componenti anti-atlantiche del movimento contro la guerra, contrastando ogni logica divisionista, competitiva o di gruppo.

—————————-

Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI (responsabile esteri), Coordinamento nazionale Associazione per la ricostruzione del partito comunista

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