Continua la brutale aggressione contro la Siria sovrana

 

di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La brutale aggressione contro la Siria e il suo popolo è iniziata circa sette anni fa.

Secondo un copione già usato in guerre d’aggressione dell’imperialismo contro altri stati – ricordiamo la distruzione della Jugoslavia e della Libia da parte della NATO –, l’operazione contro la Siria ha avuto nella creazione di gruppi terroristici e del sostegno alla loro brutale azione l’elemento centrale. Gruppi terroristici che, composti da migliaia di mercenari e cambiando denominazione nel corso del tempo a seconda della convenienza, sono animati dagli Stati Uniti e dai loro alleati – come Francia, Regno Unito, Turchia, Israele, Arabia Saudita, Qatar e Giordania –, perpetrando i più atroci crimini e brutali violazioni dei diritti umani.

E’ solo con un’eroica e tenace lotta che alla Siria è stato possibile resistere alla barbarie scatenata dall’imperialismo – una legittima resistenza e lotta che ha avuto l’importante sostegno di diversi paesi, in particolare della Federazione Russa.

Fallito l’obiettivo della distruzione dello Stato siriano e sconfitte le bande terroristiche, a cui vanno aggiunti i loro protettori, che sono intervenuti militarmente in forma diretta, cercando di proteggere le loro creature e occupare illegalmente il territorio della Siria, continuando la guerra di aggressione, ora con lo scopo di imporre la divisione di quel paese del Medio Oriente.

E’ in questo contesto che assumono particolare gravità le recenti minacce di inasprimento dell’aggressione alla Siria da parte degli USA, assecondati dalla Francia e dal Regno Unito, che mirano a sostenere e rafforzare l’azione dei gruppi terroristi (trasformando in “opposizione” i “ribelli”) a Ghouta e altrove in Siria.

Minacce che sono supportate da una vasta operazione di disinformazione, in cui le Nazioni Unite hanno un ruolo di primo piano. Un’operazione di disinformazione che non solo nasconde: i sistematici sforzi compiuti dalla Siria e dalla Federazione Russa per la costruzione di un ampio dialogo che si proponga una soluzione politica; per salvaguardare, difendere e liberare le popolazioni che ancora si trovano sotto il controllo delle formazioni terroristiche; per far rispettare il diritto internazionale, assicurando il rispetto della sovranità, dell’indipendenza, dell’unità e dell’integrità territoriale della Siria e del diritto del suo popolo a decidere, libero da ingerenze esterne, il suo futuro. Ma nasconde anche: il permanente boicottaggio da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati degli sforzi per il dialogo e la pace; il loro appoggio ai gruppi terroristici, compreso il tentativo di imporre un cessate il fuoco solo quando si presenta necessario per proteggerli; il loro affronto alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale; la loro aggressione ai diritti e alla sovranità del popolo siriano.

Non accettando la sconfitta, l’imperialismo pare disposto (a tornare) a compiere le più abominevoli provocazioni, come la messa in scena e, persino, l’uso reale delle armi chimiche da parte dei gruppi terroristici, per poi accusare le autorità siriane e, in tal modo, creare un pretesto per “legittimare” l’aggressione.

Per gli araldi della guerra tutto è lecito, compresa la strumentalizzazione delle terribili conseguenze della loro guerra contro la Siria e il suo popolo, per propagandare altra guerra e il suo immenso strascico di morte, sofferenza e distruzione.

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