Nota informativa del KKE per i delegati dei Partiti del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai sugli sviluppi della situazione in Grecia

Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.grcropped-news_205000.jpg
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

27/10/2015

Nel corso degli ultimi 7 anni la Grecia ha sperimentato una profonda crisi economica, fenomeno inerente al capitalismo stesso e indipendente dalla sua gestione politica. Lungo questo lasso di tempo, tutte le forze politiche in campo si sono esercitate nel governo borghese: le forze liberali, quelle socialdemocratiche, le cosiddette forze “di sinistra”, ma sempre con lo stesso esito doloroso per il popolo e a vantaggio degli interessi dei grandi gruppi affaristici.

Dal 2008, la Grecia, un paese con una popolazione di 11 milioni di abitanti, ha registrato una riduzione del PIL del 25% mentre il tasso di disoccupazione ufficiale ha superato il 25%, con il numero maggiore di disoccupati in età compresa tra i 30 e i 54 anni (62,81% del totale). Sono diventati fenomeni generalizzati i rapporti di lavoro flessibili, gli impieghi senza copertura previdenziale e il lavoro non retribuito. Le pensioni vengono decurtate ogni anno di più e l’età pensionabile è in aumento. In larga parte, la salute e l’educazione vengono consegnate alle imprese private che godono di enormi profitti. La percentuale della popolazione in Grecia che vive al di sotto della “soglia di povertà” ufficiale è del 36%. Se si aggiungono le persone che ricevono un piccolo sussidio sociale allora questa percentuale raggiunge il 52,2%. Nel contempo, le aziende greche quotate in borsa hanno annunciato un aumento del 291% dei profitti nei primi 6 mesi del 2015, mentre il capitale degli armatori occupa il 1° o 2° posto a livello globale.

I 7 mesi di governo SYRIZA-ANEL hanno portato al terzo memorandum concordato con le istituzioni imperialiste, che include ulteriori dure misure antipopolari e il mantenimento delle misure precedenti.

Nelle elezioni nazionali tenutesi il 20 settembre, la classe operaia e le forze popolari che negli anni precedenti hanno combattuto le misure antipopolari e i memorandum hanno votato per una loro presunta attuazione più “equa e dolce”. Una larga fetta del popolo ha scelto invece l’astensione, che se da un lato esprime il malcontento verso il sistema politico borghese, un sentimento di indignazione e delusione tra le sezioni dei lavoratori e dei giovani, d’altro canto è sintomo di compromesso e passività verso la linea politica antipopolare e le sue cause. Questo sviluppo è conseguenza del contributo prezioso di SYRIZA al sistema politico borghese. SYRIZA, con la sua nuova versione di socialdemocrazia e la sua coalizione di governo con i nazionalisti di ANEL, ha contribuito a generare questa situazione con le illusioni che ha diffuso.

All’interno di questo rapporto negativo di forze, di ripiego generale del movimento operaio e popolare, in condizioni di profonda crisi economica del capitalismo, il KKE ha ricevuto il 5,55% dei consensi (dal 5,47%) e mantenuto i suoi 15 deputati.

Gli altri partiti borghesi come ND, PASOK, POTAMI che hanno svolto un ruolo di primo piano nel promuovere e sostenere la linea politica antipopolare, ora si presentano scagionati grazie all’approvazione delle misure antipopolari da parte del governo SYRIZA-ANEL. Scagionati della loro insistenza sull’inevitabilità dell’offensiva antipopolare tracciata dai monopoli. E’ anche negativo che la formazione criminale e nazista di Alba Dorata abbia formato un livello stabile di influenza elettorale, sostenuta com’è tra l’altro dal grande capitale e dai meccanismi statali. La frazione fuoriscita da SYRIZA di Unità Popolare con un programma socialdemocratico incentrato sul ritorno alla valuta nazionale, non è entrata in parlamento.

Il nuovo governo di coalizione SYRIZA-ANEL ha mostrato di cosa è capace e continuerà sulla strada di attuare misure antipopolari. Inoltre, il governo ha intrapreso un ruolo attivo nei piani della Nato, con esercitazioni militari congiunte a Stati Uniti e Israele, utilizzando i pretesti della “guerra contro il terrorismo”, ecc. In questa situazione esplosiva del Medio Oriente, del sud-est del Mediterraneo e Nord Africa, la Grecia ha ricevuto, a seguito delle guerre imperialiste, migliaia di rifugiati e immigrati soprattutto dalla Siria. Il KKE ha preso una posizione contro la politica repressiva dell’Ue, al fianco dei rifugiati, lottando per misure di salvaguardia della loro salute, sicurezza e trasferimenti verso i loro paesi di destinazione. Il KKE lotta anche per la fine del coinvolgimento del nostro paese nei piani imperialisti degli Usa-Ue-Nato, che creano le “ondate” di immigrazione.

Nel futuro prossimo, il KKE continuerà a condurre battaglie per quanto riguarda i problemi cruciali di tutta la classe operaia e degli strati popolari e contribuirà con tutta la sua forza in modo che venga organizzato il contrattacco del movimento operaio e popolare in senso anticapitalista e antimonopolista.

Manifestazione del PAME ad Atene il 22 ottobre

Già all’iniziativa promossa dal PAME e dalle altre forze dell’Alleanza popolare (unione degli agricoltori, dei lavoratori autonomi urbani, delle donne e dei giovani) sono state realizzate mobilitazioni militanti, ad esempio il 15 ottobre davanti al Parlamento, manifestazione e occupazione del Ministero del Lavoro, il 22 ottobre si sono svolte manifestazioni in decine di città, mentre lo sciopero generale è programmato per il 12 novembre.

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