La Rivoluzione d’Ottobre

di Dario Ortolano

Nella ricorrenza dell’anniversario della Rivoluzione d’ottobre ( 7 novembre, 25 ottobre secondo il calendario giuliano ), cioè della prima rivoluzione proletaria e socialista vittoriosa, da quando Marx ed Engels, nel XIX secolo, posero le basi, con la loro analisi della società, del pensiero politico denominato ” socialismo scientifico “, fondato sul metodo d’indagine del ” materialismo storico e dialettico “, vogliamo, quest’anno, partire dalla nascita e dallo sviluppo del pensiero politico che, nel corso del XIX secolo, prese il nome di ” marxismo “, per comprendere le motivazioni profonde che lo porteranno, successivamente, ad essere definito ” marxismo-leninismo “, per il contributo determinante ed eccezionale, di studio ed elaborazione politica, dato ad esso da Lenin, fino a farlo diventare il pensiero ” guida ” della mobilitazione operaia e popolare, fino alla vittoria, nella rivoluzione.

Bisogna, infatti, chiedersi perché, in un panorama politico e sociale così variegato e contraddittorio, come quello della Russia, sconvolto dalla Prima guerra mondiale imperialista, in presenza di più soggetti politici e culturali che si contendevano aspramente il primato, nella ” battaglia delle idee “, al fine di esercitare la direzione politica del movimento di lotta in corso, infine, fu la figura di Lenin e del suo partito, a vincere tale battaglia e la rivoluzione stessa.

A tale scopo, bisogna risalire a molti anni prima del 1917.Il XIX secolo, con la rivoluzione industriale guidata dalla borghesia, in Europa, aveva visto, pur fra alti e bassi, con balzi in avanti e periodi di restaurazione sociale, la vittoria definitiva della borghesia e del capitalismo contro la nobiltà, l’assolutismo ed il feudalesimo, dopo la Rivoluzione francese del 1789.Da ciò, era nato il ” marxismo “, come pensiero della nuova classe operaia e proletaria, emersa come protagonista della scena politica e sociale dominata dalla classe borghese e dal capitalismo, come portatrice, a partire dalla propria collocazione sociale, di un movimento di ” opposizione ed alternativa ” ai nuovi assetti economici e sociali.

Il Manifesto del Partito Comunista, di Marx ed Engels, non a caso pubblicato nel 1848, l’ anno che ” sconvolse l’Europa “, ne era stato il primo e basilare punto di elaborazione ed approdo, per poi accedere alla analisi socio-economico de ” Il Capitale ” come pietra miliare analitica delle motivazioni del nuovo pensiero politico rivoluzionario.

Ma, già sul finire del secolo XIX, dopo i primi decenni di lotta ed accumulazione di esperienze politiche e sociali, da parte delle organizzazioni del movimento operaio, di tale pensiero si incominciava a dare interpretazioni che ne snaturavano, profondamente, le basi e le finalità. È, appunto, in tale contesto, che si inserisce il lavoro politico e culturale di Lenin, di escavazione delle radici storiche del marxismo, per riportarlo alla ribalta della propria attualità e dei suoi capisaldi teorici, ormai comunemente travisati e deformati. Così, troviamo scritto, nelle prime righe della sua opera ” Che fare ? ” del 1902:” In che cosa consista la ” nuova ” tendenza che ” critica ” il marxismo ” vecchio, dogmatico “, Bernstein lo ha detto e Millerand lo ha dimostrato, con sufficiente precisione.

La socialdemocrazia, deve trasformarsi da partito di rivoluzione sociale in partito democratico di riforme sociali. Bernstein ha appoggiato questa rivendicazione politica, con tutta una batteria di ” nuovi ” argomenti e considerazioni, abbastanza ben concatenati.Si nega la possibilità di dare un fondamento scientifico al socialismo e di provare che, dal punto di vista della concezione materialistica della storia, esso è necessario ed inevitabile;si nega il fatto della miseria crescente, della proletarizzazione, dell’inasprimento delle contraddizioni capitalistiche; si dichiara inconsistente il concetto stesso di ” scopo finale ” e si respinge categoricamente l’idea della dittatura del proletariato; si nega la opposizione di principio fra liberalismo e socialismo; si nega la teoria della lotta di classe, che sarebbe inapplicabile in una società rigorosamente democratica, amministrata secondo la volontà della maggioranza..”.

Lenin, inoltre, fa propria l’ osservazione di Engels ( 1874 ), in base a cui ” il socialismo, da quando è diventato una scienza, va trattato come una scienza, cioè va studiato ” e dato che ” La storia di tutti i paesi attesta che la classe operaia, con le sue sole forze, è in grado di elaborare soltanto una coscienza tradunionista, cioè la convinzione della necessita di unirsi in sindacati, di condurre la lotta contro i padroni, di reclamare dal governo questa o quella legge necessaria agli operai..”, la coscienza politica ” poteva essere loro apportata soltanto dall’esterno “.

Serve quindi, l’educazione politica, egli afferma, ma si chiede, anche, in che cosa essa consista, affermando:” Bisogna fare dell’agitazione a proposito di ogni manifestazione concreta della oppressione politica ed economica. E poiché questa oppressione si esercita sulle più diverse classi sociali della società, poiché si manifesta nei più diversi campi della vita e della attività professionale, civile, privata, famigliare, religiosa, scientifica ecc…” su tutti questi aspetti bisogna intervenire.” Ma – continua Lenin – ci domanderanno, e già ci domandano i partigiani troppo zelanti del legame stretto ed organico con la lotta proletaria, se noi dobbiamo incaricarci di organizzare denunce che interessino veramente tutto il popolo, come si manifesterà il carattere di classe del nostro movimento ??!!

Si manifesterà, appunto, nel fatto che l’esposizione di tutte le questioni sollevate nell’agitazione, sarà fatta con uno spirito coerentemente socialdemocratico, e senza nessuna concessione alle deformazioni, volute o no, del marxismo, nel fatto che questa multiforme agitazione politica sarà sviluppata da un partito che lega, in un tutto indissolubile, la offensiva contro il governo, in nome di tutto il popolo, l’educazione rivoluzionaria del proletariato, la salvaguardia della sua indipendenza politica, la direzione della lotta economica della classe operaia e l’utilizzazione degli urti spontanei con i suoi sfruttatori al fine di attrarre, continuamente, nel nostro campo sempre nuovi strati proletari !!! “.Tuttavia, sarà proprio nei decenni di sviluppo relativamente pacifico del capitalismo, dal 1871 al 1914, in cui esso si viene configurando, anche, nella sua moderna strutturazione di ” imperialismo “, che verranno ” dimenticati ” i capisaldi teorici del marxismo.

Ma la Prima guerra mondiale imperialista, produce le condizioni materiali della rivoluzione. Nel febbraio 1917, la crisi politica si manifesta, in Russia, nella forma acuta che provoca la caduta dell’autocrazia zarista e la nascita della repubblica democratica e borghese, caratterizzata, tra l’altro, dal dualismo di potere fra parlamento e governo, da un lato, e soviet, dall’altro, come espressione diretta degli operai e dei contadini poveri in divisa.

È nel divampare di questa lotta, fra democrazia borghese e democrazia proletaria, che Lenin, nei mesi di agosto e settembre 1917, alla vigilia della rivoluzione, scriverà ” Stato e Rivoluzione ” per ” riportare alla memoria “, facendoli vivere nella concreta realtà della crisi politica e sociale che si andava determinando, i contenuti ” dimenticati ” del marxismo, particolarmente sul tema dello Stato.Per Marx ed Engels, afferma Lenin, lo Stato è l’organo del dominio di classe, un organo di oppressione di una classe da parte di un’altra, mentre gli ideologi borghesi e piccolo-borghesi ” correggono Marx ” descrivendolo come l’organo della ” conciliazione delle classi “, di cui vi sarebbe necessità, data la crescente complessità della vita sociale.”

I democratici-piccolo borghesi, questi sedicenti socialisti, come li definisce Lenin, hanno sostituito alla lotta delle classi, le loro fantasticherie sull’intesa fra le classi, e si sono rappresentati, anche la trasformazione socialista, come una fantasticheria, non come l’abbattimento del dominio della classe sfruttatrice, ma come la sottomissione pacifica della minoranza alla maggioranza, consapevole dei propri compiti “.” La Repubblica democratica, che è il migliore involucro possibile, per il capitalismo, fonda il potere del capitale, in modo talmente saldo e sicuro, che nessun cambiamento, né di persone, né di istituzioni, né di partiti, nell’ambito della Repubblica democratica borghese, può scuoterlo “.E quindi, per Marx come per Lenin, solo il proletariato è capace di essere la guida di tutti i lavoratori e di tutte le masse sfruttate contro il dominio della borghesia, come classe sfruttatrice, per sconfiggere la quale ed avviare l’opera di costruzione dell’economia socialista, serve l’organizzazione centralizzata della forza per ” spezzare ” il funzionamento della macchina burocratico-militare dello Stato borghese, ed avviare la concentrazione della proprietà dei principali mezzi di produzione nelle mani dello Stato e sotto il controllo dei lavoratori.E l’esempio di ciò con cui sostituire il ” potere borghese “, per Lenin, così come era stato per Marx, viene dalla Comune di Parigi del 1871, nonostante la sua breve durata e la sua rapida sconfitta.”

La Comune, è la forma, finalmente scoperta della Rivoluzione proletaria !!! “, dice Lenin in ” Stato e Rivoluzione ” e, poche settimane dopo, il 7 novembre, 25 ottobre secondo il calendario giuliano allora in vigore, l’insurrezione, degli operai e dei soldati contro il governo Kerenskij, col successivo appoggio del ” Congresso dei contadini ” al governo sovietico degli operai, dei contadini e dei soldati, forte, anche, della ” ritrovata ” attualità del marxismo, sotto la direzione di Lenin, si accingerà a costruire ” il nuovo ordine socialista “.Così trionfò la prima Rivoluzione proletaria e socialista del mondo, con l’iniziativa rivoluzionaria degli operai, dei contadini e dei soldati e con la ” riscoperta ” della attualità e forza del marxismo come scienza della Rivoluzione. Questa, seppe resistere e trionfare contro l’invasione di 15 eserciti di paesi imperialisti, intervenuti a sostegno delle classi proprietarie spodestate.

Seppe costruire, in 20 anni, con l’Unione Sovietica, la seconda potenza industriale del mondo che, resistendo, nel corso della Seconda guerra mondiale, alla nuova invasione delle armate nazi-fasciste, fino alla loro sconfitta totale, contribuì grandemente ad espandere il ” campo socialista “, con nuove rivoluzioni proletarie vittoriose, sotto la guida di Stalin, che, dopo la morte di Lenin, del ” marxismo-leninismo ” sarà l’interprete fedele e creativo. Quando, dai principi rivoluzionari ” riscoperti “, si tornò, da parte del movimento operaio e comunista, ad allontanarsi, tornarono le sconfitte, fino all’autodistruzione del ” campo socialista ” e dell’ Urss, negli anni 1989/91.

Si disse, da parte dei ” revisionisti moderni “, che si era ” esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione d’Ottobre “.In realtà, quella che si era esaurita, era la loro adesione ai principi del marxismo-leninismo, che hanno ispirato e guidato alla vittoria le grandi rivoluzioni proletarie e socialiste del XX secolo, a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre, nel 1917, in Russia. Oggi viviamo in un mondo, segnato pesantemente dalle sconfitte, subite alla fine del XX secolo, dal movimento operaio e comunista. Dilaga il dominio e lo sfruttamento, da parte dell’imperialismo, dei popoli, in tutto il mondo.Il 20% della popolazione mondiale, usufruisce dell’80% delle ricchezze mondiali prodotte, mentre l’80% della popolazione mondiale, usufruisce, soltanto, del 20% della ricchezza mondiale prodotta.

La ” guerra permanente ” fra gli stati, per il dominio del mondo ed il controllo delle sue ricchezze, caratterizza i rapporti fra le potenze imperialiste ed ” il resto del mondo “.In ogni parte del mondo, il dominio e lo sfruttamento della borghesia monopolista ed imperialista, sui popoli, provocano impoverimento, miseria ed emigrazione, alla ricerca di una vita migliore. In Africa, Asia, America Latina, ma anche in Europa, i popoli, dopo anni in cui si è fatto sentire il peso delle sconfitte del passato, rialzano la testa, avanzando le loro rivendicazioni di libertà, giustizia, uguaglianza, pace, sovranità ed indipendenza nazionale, contro l’imperialismo, il capitalismo e lo sfruttamento delle nuove, voraci, classi dominanti !!

Ovunque nel mondo, un uomo, una donna, un bambino soffrano, trovando, tuttavia, la forza per lottare, rieccheggi il ricordo, portato dai comunisti, del valore politico delle ” salve ” dei cannoni dell’incrociatore ” Aurora ” che il 25 ottobre ( 7 novembre ) del 1917, in Russia, diedero il segnale di avvio della Rivoluzione d’Ottobre, che aprì una nuova pagina della storia dell’umanità, contrassegnata dell’emancipazione politica e sociale di tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall’imperialismo !!!Viva la Rivoluzione Proletaria e Socialista d’Ottobre !!!Viva la lotta della classe operaia e di tutti gli sfruttati dal capitalismo e dall’imperialismo, per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia sociale, la pace, la sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli stati.Contro il capitalismo, l’imperialismo, per il socialismo !!!

Vladimir Lenin is depicted in this Russian revolution 1917

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