Dolores Ibárruri Gómez detta la Pasionaria (Abanto-Zierbena, 9 dicembre 1895 – Madrid, 12 novembre 1989) è stata una politica, attivista e antifascista spagnola, già segretaria generale e poi presidente del PCE (1944-1960), membro del parlamento spagnolo prima della dittatura franchista (1939) e dopo il ritorno della Spagna alla democrazia (1977-1979).
Il suo vero nome era Isidora Ibárruri Gómez.
Nacque in una famiglia di minatori, fu l’ottava di undici figli. Desiderava dedicarsi all’insegnamento, ma la sua famiglia non poteva permettersi di pagarle gli studi. Nel 1916, all’età di vent’anni, sposò Julián Ruiz, un minatore e attivista politico. Ebbe sei figli, ma quattro morirono prima dell’età adulta.
Dopo la sua partecipazione allo sciopero generale del 1917, Ruiz venne imprigionato, il che aggravò le condizioni economiche della famiglia. Ibárruri studiò gli scritti di Karl Marx e si unì al Partito Comunista (PCE). Scrisse articoli per El Minero Vizcaíno, quotidiano dei minatori, sotto lo pseudonimo di Pasionaria, ossia fiore della passione, che scelse poiché il suo primo articolo fu pubblicato durante la settimana di passione.
Venne eletta alle Cortes (Parlamento) nel 1936, e fece una campagna per il miglioramento delle condizioni lavorative, abitative e sanitarie. Con lo scoppio della Guerra civile spagnola, innalzò la sua voce in difesa della Repubblica con il famoso slogan ¡No pasarán! (“Non passeranno”). I suoi discorsi conquistarono molti, specialmente donne, alla causa antifascista (contro il nascente franchismo di Francisco Franco). Prese parte a diversi comitati, con personalità quali Palmiro Togliatti, per ottenere aiuto per la causa repubblicana.
Cionondimeno, dopo tre sanguinosi anni, nel 1939, con la caduta di Madrid in mano ai franchisti, le forze fasciste prevalsero. Ibárruri andò in esilio in Unione Sovietica, dove continuò la sua attività politica. Suo figlio Rubén si unì all’Armata Rossa, e combatté nella Battaglia di Stalingrado nel 1942. Nel maggio 1944 Dolores divenne Segretario Generale del PCE, una posizione che conservò fino al 1960, quando assunse il titolo di Presidente del PCE, che mantenne fino alla morte









