Italia, un Paese di diritti negati

di Dario Ortolano *

È quanto emerge dal Rapporto sullo stato dei Diritti, della Onlus ” A Buon Diritto “, che fotografa la situazione reale dell’Italia, in merito alla garanzia di diritti fondamentali per la esistenza umana.
L’istruzione, ad esempio, è in una situazione particolarmente disastrosa, con l’investimento complessivo di risorse nella scuola, del 3% del Pil, in presenza di una media, dei paesi Ocse, del 5%, mentre l’abbandono scolastico tocca la media del 14,5%.
La casa, poi, altro esempio, da trent’anni vede i cittadini italiani vivere, in maggioranza, in appartamenti di proprietà, anziché in affitto, ma, col nuovo secolo, è iniziata una nuova erosione del diritto all’abitazione, con l’incremento della povertà assoluta ed i nuovi flussi migratori, che hanno fatto crescere il diritto ad una casa pubblica, con un aumento del 25% e 650 mila famiglie, attualmente in graduatoria, per l’assegnazione delle stesse, con i fondi ex Gescal, per le case ai lavoratori, ammontanti a circa un miliardo di euro, ma lasciati inutilizzati.
I diritti delle donne, poi, che hanno visto, con il Fondo per le politiche dei diritti e le pari opportunità, finanziato, nel 2018, con 20 milioni di euro e rifinanziato nel 2019, con l’obbligo di riservare un terzo delle risorse ai nuovi centri anti-violenza e case rifugio, di fronte a standard internazionali che vorrebbero un centro ogni 10 mila abitanti ed una casa-rifugio ogni 50 mila, mentre i dati Istat parlano, per l’Italia, di un rapporto di 0,04 ogni 10 mila abitanti.
Infine, il Rapporto segnala, diritti 0 per Lgbt, migranti dimenticati, le cui sorti si vanno intrecciando a quelle dei nuovi poveri, che, col 28,9% della popolazione totale, assegnano all’Italia, il primato negativo in Europa, e, a 42 anni dalla approvazione della legge Basaglia, con i manicomi chiusi, ma con i loro ospiti perduti, sul territorio nazionale, vittime della non applicazione del regolamento di tale legge.
Un quadro, quindi, della situazione dei diritti nel nostro Paese, in se sconfortante e tragico, non nuovo, purtroppo, alla attenzione di chi se ne occupa costantemente, che ci pone un interrogativo di fondo: da che cosa cominciare ??!!
La risposta istintiva dei comunisti, e di tutte le persone ed organizzazioni sensibili, di questo Paese, sarebbe, da tutti, con tutti e per tutti, subito, ma, aggiungendo, anche, con la lotta, partendo, da domani, nella grande mobilitazione indetta, in tutto il Paese per la scuola, per una istruzione moderna, di massa, e gratuita, per i giovani e tutto il popolo italiano, che, con i tagli delle risorse pubbliche e la privatizzazione attuata negli ultimi anni, cosiccome per la sanità, sta trascinando il nostro Paese ed il nostro popolo verso livelli di analfabetismo ” di ritorno “, invero vergognosi.
Si vergognino, di ciò, e di tutto quanto finora detto, coloro che, negli ultimi trent’anni, hanno governato il nostro Paese, negli interessi della borghesia monopolista ed imperialista, come classe dominante, nel capitalismo, sotto l’incalzare delle politiche UE e degli organismi internazionali che esprimono i livelli di potere e la volontà politica, economica e sociale, della borghesia contro il proletariato, i lavoratori e tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall’imperialismo.
La misura del malessere e del disagio sociale, ora è colma, e la volontà di lotta della classe operaia, dei lavoratori e di tutto il popolo, cresce nel Paese, per una vera alternativa politica, economica, sociale e culturale al sistema socio-economico del capitalismo ed al sistema politico che lo sorregge :
Per la libertà ed una vera democrazia popolare, come base di una società liberata da ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e da ogni forma di oppressione di classe, di genere e di razza.
Per l’uguaglianza e la giustizia sociale, per i popoli di tutto il mondo, sulla base di uguali diritti politici, economici, sociali e civili.
Per la pace, la sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati del mondo intero, nell’ambito di un rinnovato sistema di relazioni internazionali improntate sul reciproco vantaggio ed interesse e sul diritto all’autodeterminazione universale.
Contro e fuori dalla UE e dalla NATO, e da ogni altra alleanza Internazionale di tipo capitalista ed imperialista, e da ogni condizionamento del Fondo Monetario Internazionale e dei mercati finanziari internazionali.
Contro il capitalismo, l’imperialismo, per il socialismo !!!

 

*Segretario provinciale PCI Torino

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