Apocalipse: RTP

http://www.odiario.info traduzione  di http://www.resistenze.org

di Antonio Santos

Mi è capitato di guardare “Il Demonio”, il primo episodio della mini-serie “Apocalipse: Stalin”. Per un’ora, Isabelle Clarke dedica il suo “documentario” a convincerci che Stalin fu quello che il titolo dice: un demonio. Vedi: “Lenin e un pugno di uomini lanciarono la Russia nel caos. (…) Come i cavalieri dell’Apocalisse, i bolscevichi seminarono morte e distruzione per mantenersi al potere. Continuarono per 20 anni, fino a quando i tedeschi giunsero alle porte di Mosca”. Stalin sorge come un “pazzo”, “sessualmente insaziabile” e con una “mentalità vicina ai tiranni del Medio Oriente” (sic) che solo Hitler può eguagliare. In una frenesia anacronistica, lo spettatore è portato di “fatto” in “fatto” senza possibilità di chiedere alcuna spiegazione. Avanti e indietro, dagli anni quaranta alla fine del XIX secolo, dai 10 milioni di morti nella guerra civile russa, ai 5 milioni di morti nell'”holodomor”: la fame organizzata da Stalin”, il puzzle è fatto per esser impossibile da montare. Al narratore basta descrivere quello che, a giudicare dalle immagini di archivio, appare innegabile: “i contadini ucraini, vittime della fame staliniana benedicono gli invasori tedeschi. In seguito saranno impiccati dagli stalinisti”. La combinazione delle immagini di archivio colorizzate è così brutale e convincente che siamo tentati di concordare con le parole del narratore: “Stalin dichiarò guerra al proprio popolo”. Sono i “fatti alternativi” di Trump applicati alla Storia.

Ci sono solo due problemi. Primo: Isabelle Clarke, l’autrice, ammette che “Apocalipse: Stalin” non è la Storia, né ha la pretesa di esserlo. Voglio ripetere, l’autrice ammette che quello che ha fatto non ha nulla a che vedere con la Storia. Potrei chiuderla qui. Ma, in secondo luogo, sarà che RTP, canale pubblico pagato da tutti noi per compiere la missione di educare e informare, sapeva che stava comprando una fiction invece della Storia? Chiaramente la Storia, in quanto scienza sociale, passando dall’ineluttabile normativa a cui siamo tenuti, è incompatibile con la calunnia e la propaganda o in una parola, la demonizzazione. “Apocalipse: Stalin – Il Demonio” non camuffa la demonizzazione, camuffa la fiction. Intanto, cos’è “Apocalipse, Stalin”? Recentemente è esploso nelle televisioni americane un nuovo tipo di “documentario” che chiamano docufiction. Esempi recenti sono “Sirene: il cadavere trovato” o “Megalodonte, lo squalo mostro vive”. In entrambi, il documentario della Discovery Channel dà la parola a scienziati, investigatori, professori e biologi che spiegano la scoperta scientifica di sirene, nel primo caso e di uno squalo giurassico, nel secondo. Per un’ora, lo spettatore assiste a filmati convincenti dei mitici criptidi e ascolta esperti, identificati come tali, dibattere le possibili spiegazioni per le antiche scoperte. Alla fine, come nel volantino degli effetti collaterali del farmaco, per coloro che ancora stanno vedendo, si dice che è tutta una finzione: gli esperti erano attori, le immagini erano fabbricate.

“Apocalipse, Stalin” fa qualcosa di simile: alla fine veniamo a sapere che gli “storici” recitavano: la romanziera Svetlana Alexievitch, una versione attualizzata di Alexander Soljenitsyen; Robert Service, il più proselitista e criticato degli storici-pop contemporanei o Pierre Rigoulot, un ex-trotskista trasformato in neocon sostenitore di Bush e della guerra in Iraq. Si tratta comunque di citazioni onorevoli e di apprezzamento. Ma da dove vengono le citazioni? Dove hanno preso i numeri? Quali sono le fonti? Raquel Varela arrossisce per la vergogna. Non si tratta di ammirare o condannare Stalin, si tratta di non esser presi in giro. “Apocalipse: Stalin” non è fiction, non è Storia: è una falsificazione che instupidisce e intossica il pubblico. Come i nuovi “documentari” sulle sirene e gli squali giurassici, che confondono la scienza con la fiction, la RTP semplicemente confonde la Storia con la propaganda nazista.apocalipse_stalin

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